Viabilità, la parola agli esperti Caro Comune, riflettiamoci…

Viabilità, la parola agli esperti
Caro Comune, riflettiamoci…
Dopo la semi-bocciatura alle proposte dei lettori, noi andiamo avanti. Ecco cosa propone chi conosce la mobilità: perché non ne parliamo?

La viabilità cittadina riguarda davvero la collettività: tutti ci sentiamo parte del problema, tutti vorremmo trovare una soluzione che migliori un aspetto importante della nostra quotidianità. Venerdì – facendoci portavoce dei lettori – abbiamo avanzato tre proposte, ricevendo in risposta il “ni” del Comune di Varese. La riapertura a doppio senso di via Limido, arteria di vitale importanza del quartiere Sant’Imerio, è stata cassata per non

pregiudicare la qualità del trasporto pubblico.Stesso destino per la richiesta di risolvere il problema dell’uscita dal parcheggio della stazione Fs: «C’è poco da fare – ha affermato l’assessore alla Polizia Locale – se non con un progetto di unificazione delle stazioni». L’unico accoglimento ha riguardato la segnaletica dell’incrocio tra via Magenta e via Piave, soprattutto al fine di indicare l’attuale chiusura del primo tratto di via Goldoni.

Ieri abbiamo invece chiesto l’opinione di coloro che non sono solo cittadini, ma esperti od osservatori qualificati: le idee non mancano. E partano in primis dall’annosa questione del traffico che proviene dall’A8.
La nostra è una delle poche città che ha l’uscita autostradale che arriva praticamente in centro: siamo stati all’avanguardia nel costruire l’Autolaghi e a distanza di quasi un secolo è come se ne pagassimo le conseguenze.
Via Magenta e poi via Manzoni sono diventate l’unico modo per attraversare la direttrice est-ovest. Che fare? C’è chi azzarda la costruzione di un tunnel, un sottopassaggio che dal raccordo decongestioni il comparto, creando una viabilità sotterranea. L’ipotesi permetterebbe di ripensare il tanto ventilato allargamento dell’area pedonale del centro, ma appare come faraonica e costosa.
«Si potrebbe, anzi si dovrebbe agire invece su largo Flaiano – commenta , consigliere comunale del Movimento Libero ed ex assessore alla Mobilità ai tempi della giunta di – Andrebbe fatto un rondò, progetto peraltro già finanziato in passato dalla Regione Lombardia ma messo in un cassetto in attesa dell’unificazione delle stazioni». , valida voce dei consumatori, rimane anche lui “in zona”: «Sarei favorevole alla bretella di via Gasparotto, ma a una sola condizione: mantenere la possibilità di uscire da Varese per andare in autostrada, ma non viceversa. Per entrare si usino gli svincoli di Buguggiate e Gazzada: l’accorgimento ridurrebbe il traffico della metà».

Più in generale «il miglioramento della viabilità cittadina passa sicuramente da quello del trasporto pubblico, sia in termini di fruibilità, sia considerando l’impatto ambientale. Perché non creare un filobus da Bizzozzero a Masnago?» continua Gronchi. L’idea più rivoluzionaria, risalente alla campagna elettorale 2011 e riproposta più recentemente in commissione, non è mai stata accolta: «Eliminare tutti gli impianti semaforici e creare solo sensi unici in Varese – spiega Nicoletti – La proposta è dell’ingegner Maggio ed è praticamente caduta nel vuoto. Facciamo un esempio: abbiamo due parallele che sono via Sanvito Silvestro e via Crispi. Perché non usarle una per entrare ed un’altra per uscire dalla città?»
Attenzione poi ai rioni: «Non solo Bosto – conclude ancora il consigliere – ma anche Biumo Superiore e Masnago: va pensata una mobilità che non sia più di sfogo, tenendo sempre d’occhio le esigenze del commercio perché ad essa strettamente collegato».

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