«Chiudo la merceria, dopo 55 anni. So che mi mancherà, ma è arrivato il giorno della pensione». Così , una delle ultime merciaie della città. Il negozio che sta per chiudere è “l’abbigliamento merceria Elsa” di viale Valganna 118. Pensate che a inaugurarlo – il 13 dicembre 1959 – fu la signora Flavia, mamma di Elsa. E sarà proprio lei, Elsa, a tirare giù la saracinesca per l’ultima volta il 31 dicembre di quest’anno. «Per me questo negozio significa moltissimo – racconta – Avevo dieci anni quando ho iniziato a trascorrervi tutti i pomeriggi. Finivo la scuola e mi fermavo qui a fare i compiti. All’epoca era tutto diverso, il negozio aveva un retrobottega ampio, con un angolo cucina. Poi le medie e le superiori, sempre qui. Mentre studiavo ogni tanto mi distraevo con i discorsi delle clienti, ma le confidenze non sono mai uscite da queste mura». All’inizio erano ben tre le mercerie nella zona, poi le cose sono cambiate. «Una volta si andava in merceria per comprare ago e filo e rammendare i vestiti, adesso pochi sanno cucire – sintetizza Elsa – Lo spazio per il cucito si è progressivamente ridotto, e piano piano ho trasformato l’attività in un negozio di vestiti specializzato in maglieria. La grande distribuzione ha messo in difficoltà i negozietti, ma io mi sono sempre salvata con la qualità della merce made in Italy». Altro valore aggiunto: i consigli dati ai clienti: «Non ho mai avuto paura di dire: questo capo le sta male, o non fa per lei – racconta la signora –
La sincerità mi ha premiato, perché sono diventata un punto di riferimento. Anzi, ci sono clienti che mi confidano di usare ancora un indumento comprato 20 anni fa. Io brontolo, dicendo “se tutti fossero come lei, come farei a lavorare?”, ma è una soddisfazione». Mentre la merce sugli scaffali cambiava – ai materiali tradizionali come il cotone, la lana e la seta si affiancavano a novità quali la viscosa, il poliestere e la microfibra – tutto intorno si trasformava anche il quartiere. Le case di Isola Bella, con le famiglie numerose e gli operai, venivano assorbite in un contesto sempre più urbanizzato, trafficato, e «ultimamente anche un po’ trascurato» come sottolinea Elsa. Ma qualcosa è rimasto: «I miei clienti sono gli stessi da sempre – dice – Per esempio c’è una signora di 90 anni che viene a trovarmi con il figlio tutti i sabati pomeriggio. E poi ci sono coloro che abitavano nel rione un tempo, che adesso vivono a Luino, Marchirolo, Ponte Tresa, e che tornano qui per fare compere» . Con l’anno nuovo Elsa si dedicherà a tempo pieno ai suoi due nipotini. Il negozio appenderà la scritta affittasi sulla serranda. Il sogno è quello di veder arrivare qualche giovane con tante idee, desideroso di mandare avanti un’attività. Con la merceria Elsa se ne va un’era del rione, e qualcuno piange quando lo scopre. «Mi mancheranno i clienti di sempre, quelli che si accorgevano quando avevo capelli un po’ spettinati e mi dicevano “cosa c’è che non va Elsa?”. Tutti insieme, in questi anni, siamo diventati una famiglia».













