Un panorama unico rovinato dai soliti incivili

Un panorama unico rovinato dai soliti incivili
Copertoni, sedie da giardino e immondizia deturpano il panorama. Un gruppo nato su Facebook si ribella e spara le foto della vergogna

Le immagini hanno una dimensione poetica mista a razionalità che le parole non possono far altro che rovinare. La vista, quella silenziosa, è capace di catturare bellezza e bruttezza in egual misura e senza filtri, portando entrambe in circolo per l’anima e trasformandole in sensazioni. Sono contrastanti quelle che si provano nell’ammirare il lago di Varese dalle sponde di Calcinate del Pesce: nelle giornate di vento, soprattutto autunnali, rischi di rimanere pietrificato dall’emozione, perché hai la fortuna di aprirti ad un panorama che spazia su ogni elemento

che il Creatore ha regalato agli uomini. Gli occhi, anche se coperti dall’obbiettivo di una macchina fotografica, assaporano l’acqua, in questi giorni ritornata limpida almeno nel colore; e poi la vegetazione, quella già brulla nei pressi delle rive e quella più lussureggiante distante chilometri, ma talmente chiara da sembrare a portata di tocco; si deliziano delle montagne innevate e dei colli ancora verdi in attesa dell’inverno, delle striature soffici delle nuvole e delle case ordinate che paiono trovare le proprie fondamenta sulla linea dell’orizzonte. Da rimanere senza fiato.

Appena abbassi lo sguardo appagato però, l’aria ti ritorna nei polmoni ed hai voglia di gridare: ad un metro dal tuo punto di contemplazione ci sono due copertoni abbandonati, dalla dimensione sembrano quelli di un’automobile; poco più in là ne compare un altro, probabilmente una volta destinato a fasciare la ruota di una bicicletta; e poi una sedia bianca da giardino, capovolta ed anch’essa lasciata a se stessa, così come le cartacce che punteggiano il terreno.
L’orrore della scoperta è stato anticipato da Facebook, luogo virtuale sempre aperto ai pensieri del mondo. Sul social network esiste un gruppo chiamato “Varese, sporcizia e degrado”, conta 281 membri e nasce – come si legge – per accogliere proteste e proposte dei cittadini della fu Città Giardino.

Uno degli iscritti al gruppo ha postato il 25 ottobre tre bellissime fotografie, tre immagini che non solo colgono con sapienza la maestosità del Monte Rosa in lontananza, il profilo di Bardello dall’altra parte del lago e i canneti che nascono dalle onde; catturano soprattutto il “dark side of the lake”, lo sconsiderato passaggio dell’uomo a rovinare al solito quasi tutto. Un problema tra i problemi di un bacino che non trova pace nemmeno nei particolari. Basta in fondo vedere, per credere.

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