Busto, il consiglio “dimezzato” «Ma è stato comunque utile»

«I consiglieri non lavorano a cottimo. La seduta di martedì è stata importante a prescindere da quanto sia durata».

Ad affermarlo con forza è il presidente del Consiglio comunale , che si erge «in difesa dell’assemblea nel suo complesso» dopo gli attacchi giunti in seguito alla seduta-sprint di martedì sera, sconvocata poco dopo le 10 di sera per l’assenza del sindaco e dell’assessore ai servizi sociali che avrebbero dovuto rispondere alle interrogazioni presenti all’ordine del giorno.

Addirittura il “grillino” ha detto che «stavolta non ci meritiamo il gettone di presenza». Cornacchia non ci sta: «Al di là della durata della seduta, sono stati i contenuti del consiglio a renderlo importante e tutto fuorché inutile. Il piano di zonizzazione acustica e il piano regolatore cimiteriale, approvati martedì sera, sono documenti rilevanti per la città e fondamentali in vista del Pgt, mentre le interrogazioni si potranno discutere in altra seduta, visto che il sindaco Farioli e l’assessore Azzimonti hanno avuto improvvisamente delle indisposizioni».

Il presidente del Consiglio replica duramente a Sablich, che chiede di rinunciare al gettone di presenza, in linea con la sua proposta di regolamentazione che prevede una durata minima delle sedute per poter erogare il gettone. «Il consiglio non lavora a cottimo – risponde Cornacchia – è frutto di ignoranza cupa e abissale questa idea di parametrare l’impegno di un consigliere comunale al tempo che passa in aula. Non diamo questa impressione alla città quando abbiamo discusso di argomenti pregnanti che richiedono studio, lavoro e attenzione anche fuori dall’aula e nelle commissioni». Il presidente Cornacchia ne ha anche per Marco Cirigliano (Sel), che contesta le mancate risposte alle interrogazioni: «Se fosse stato lui assente giustificato, non avremmo fatto leggere l’interrogazione ad un altro consigliere. Come l’interrogazione non si discute quando manca l’interrogante, lo stesso vale quando manca l’interrogato».

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