Giustizia divina: Sakota fa piangere di commozione

Immensi. Perché quella di ieri è stata una delle vittorie più belle nella storia della Pallacanestro Varese. Immensi. Perché non troviamo una parola diversa per descrivere questa squadra, capace di stupire e di regalare urla anche quando il cuore batte forte e non si sente che il suo rumore. Immensi. Perché quel canestro sulla sirena non l’ha fatto solo Dusan Sakota: l’hanno fatto i suoi compagni, l’ha

fatto Dunston costretto in panchina per quel maledetto polpaccio, l’hanno fatto gli Arditi lassù in curva e tutti quelli che erano a Siena con lui, l’hanno fatto quelli a casa davanti alla tv. Non è finita: domani si torna a Masnago per l’epilogo di questa serie pazzesca e avvelenata. Varese con ogni probabilità dovrà rinunciare a Dunston, ma dopo una serata così vien da dire: chissenefrega.

Occorre partire dalla fine: da quegli ultimi 24’’ durati un’eternità perché dentro c’erano tutti i mesi passati insieme per arrivare fin qui. L’eroe Talts ha appena impattato una partita che sembrava chiusa con un canestro e fallo capace di fissare il punteggio sul 80-80. Siena viene in attacco ma la difesa di Varese oscura il canestro: palla recuperata, ultima azione per la Cimberio. Green tiene palla fino a 5’’ dalla fine, poi scaglia da tre ma il ferro la sputa fuori: sulla lotta a rimbalzo la palla esce e l’ultimo a toccarla è un giocatore di Siena. Rimessa per Varese con 62 centesimi da giocare: un mezzo sospiro, un lampo, un niente. Sufficienti per far finire la palla nelle mani di Sakota che tira. La palla sta in aria e non scende più. Ciuff. Immensi.

Mentre i tifosi di Siena gettano di tutto sulla panchina biancorossa, giocatori e staff esplodono in un abbraccio violento, fatto di urla e cazzotti per convincersi che è tutto vero. Un ultimo brivido: gli arbitri chiedono l’instant replay per capire se quel canestro è davvero buono ma non ci sono dubbi. Si torna a Masnago.

Varese è stata eroica e, diavolo: si meritava questa vittoria almeno quanto i suoi tifosi si meritavano la partita di domani.

Partita aggredita dalla palla a due, una costante e il segnale di una squadra che sa quel che vuole. Dunston è in campo ed è devastante: 10 punti nei primi 10 minuti, nessuno può nemmeno permettersi di pensare a difendere su di lui. Siena insegue: 15-27. Purtroppo a metà del secondo periodo succede il patatrac: uno scatto in attacco, una smorfia di dolore sul volto del lungo biancorosso che chiede il campo. Non rientrerà più. Siena prende coraggio, arriva fino al 41-45 ed è chiara una cosa: sarà una sfida tirata fino alla fine. Siena sul più bello mette la testa avanti: 80-75 a 2’. Finita? Mai: Banks infila i canestri della speranza, Talts è un gladiatore. Fino alla magia di Sakota.

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