Se martedì non avessimo parlato dell’imminente incontro con , forse ce l’avrebbe fatta ad arrivare alla conferenza stampa di oggi senza lasciar trapelare nulla del suo approdo al Genoa e sarebbe stato proprio lui a comunicare, con il classico colpo di scena, la sua nomina a vicepresidente esecutivo dei rossoblù.
Del resto, dopo il Consiglio di amministrazione di settimana scorsa l’ex patron aveva fatto capire che nulla sarebbe cambiato al Varese nella prossima stagione. Quella che era solo una realtà apparente si è sciolta come neve al sole, senza preavviso e soltanto con il vaghissimo preludio di alcuni segnali – quelli che siamo riusciti a captare per dare la notizia in anteprima – di difficile decifrazione. E così, martedì, il ciclone si è sollevato, investendo la piazza sonnecchiante, che si è risvegliata incredula.
Scenari limpidi
I tifosi non smettono di interrogarsi sul futuro e la preoccupazione serpeggia fra i fedelissimi, come si capisce dall’eloquente episodio di ieri pomeriggio. Il solito gruppo di pensionati che si ritrova, con ogni tempo e in tutte le stagioni, al Franco Ossola, a prescindere che il Varese si alleni oppure no, ha appeso ai muri dello stadio tanti volantini, rivolti a Rosati: «Sei arrivato a Varese con la Seicento, vai a Genova con la Mercedes, complimenti. Noi che paghiamo l’abbonamento vogliamo chiarezza». Parole dure che non siamo riusciti a far commentare a Rosati perché i suoi telefonini hanno squillato a vuoto. L’ex patron potrebbe decidere di replicare oggi, nella conferenza che è prevista alle 11 al Palace Hotel ma che serve soprattutto per capire il nuovo assetto della società.
Nome nuovo?
Rosati potrebbe avere un asso nella manica presentando un nome tenuto segreto e che stupirebbe tutti ma non sarebbe comunque quello di , il rifondatore della società dopo il fallimento del 1988 che è stato comunque interpellato da . Sembra fantacalcio l’arrivo in biancorosso di , l’imprenditore che ha salvato la Pro Patria, riuscendo anche a riportarla in Prima divisione.
Rosati può davvero presentare un pezzo da novanta? La risposta non sembra affermativa. Semmai, l’ex numero uno del club starebbe studiando a come continuare a controllarlo, dribblando, in maniera pulita, i regolamenti federali che non permettono ai presidenti di tenere i piedi in due scarpe.
Alla finestra
A chi andrà la maggioranza delle quote che Rosati deve lasciare per forza? Il punto sta proprio qui mentre un altro nodo da sciogliere riguarda i soci napoletani e , che hanno appena aumentato le proprie quote, passando dal 3,5 al 5 per cento per ciascuno. I due imprenditori non saranno presenti oggi. Forse per degli impegni di lavoro o forse per rimanere alla finestra, in attesa dei decisivi sviluppi di oggi. Sarà Rosati a incontrarli a Napoli nei prossimi giorni.
L’ex presidente ha chiesto a , sponsor principale da quando la squadra è tornata in serie B, di sedersi sulla sua poltrona. Ma la richiesta è stata rivolta anche ad altri, non solo a Laurenza che oggi potrebbe annunciare di aver preso il dieci per cento delle quote del club. Alla finestra rimane anche il direttore sportivo che, non conoscendo ancora il nuovo assetto societario, deve prendere tempo e non può neppure scegliere il nuovo allenatore. Insomma, la situazione è bloccata. Almeno fino alle 11 di oggi, quando Rosati indosserà, per l’ultima volta, i panni del mattatore biancorosso per virare, poi, verso Genova.
© riproduzione riservata













