Roma, 6 ott. (TMNews) – L’emittente radiofonica statunitense Npr annuncia le “top stories” di oggi: “La morte di Steve Jobs; Un poeta svedese vince il Nobel per la Letteratura”. E in effetti il neo-laureato Tomas Transtromer balza immediatamente tra i ‘trending topics’, i temi più ‘twittati’ insieme a tutto ciò che ruota intorno al mito del fondatore della Apple.
“Giornalisti stremati per avere dovuto raffazzonare un pezzo su Steve Jobs senza Wikipedia. E ora il destino crudele manda Tomas Transtromer” ironizza un blogger, facendo riferimento allo sciopero degli ultimi giorni dell’edizione italiana dell’enciclopedia online contro le nuove norme sulle intercettazioni in esame alla Camera.
Quello che è certo è che Transtromer, “considerato il più importante poeta svedese vivente” – come lo presenta la maggior parte dei media – “ha avuto la meglio sul favorito Bob Dylan e sul discusso poeta siriano Adonis”, entrambi in pole position, constata il Washington Post. “L’80enne poeta svedese si colloca tra modernismo, espressionismo e surrealismo” precisa il sito d’informazione ‘Giornalettismo’.
Transtromer è stato premiato, si legge nella motivazione, “perché attraverso le sue immagini condensate e translucide ha offerto un nuovo accesso alla realtà”. Si naviga ancora nel buio. “Non conosco Tomas Transtromer, quindi ne leggerò su Wikipedia, #ohwait” cinguettano gli illetterati dei social network. Ci pensa la casa editrice Einaudi a fornire qualche spunto, con i suoi versi: “Come quando un uomo è così immerso in un sogno / che mai, ritornato al suo spazio, / ricorderà di esserci stato”.
Poi l’Accademia di Stoccolma chiarisce sui social media: “Tomas Transtromer. 80 anni, ha iniziato la sua attività di poeta nel 1951, lavora come psicologo, scrive di natura, morte, storia, memoria”. “Sbarcai una notte di maggio in un gelido chiaro di luna dove erba e fiori erano grigi ma il profumo verde” cita un altro blogger. Einaudi Editore offre qualche indizio in più: “Transtromer aveva vinto il Premio Nonino nel 2004”.
Il giornalista e critico di fumetti californiano Ben Schwartz ricama sulla diversità antropologica fra lo svedese 80enne e il songwriter Dylan, twittando con un inglese ‘svedesizzato’ per l’occasione: “Yes. I vin. It vas Tomas Tranströmer, famous for his songs “Mr Tamburÿn Män” and “Knóking on Hævën’s Døør”. “Pensavo avesse a che fare con i ‘Transformers'” commenta l’adolescente messicano Juan Claudio Perez. Diverse librerie, specialmente d’Oltreoceano, si lamentano di avere sugli scaffali soltanto una o due copie delle opere del poeta svedese (tradotto in Italia dall’editore Crocetti).
“Oh, e se non l’avete mai letto è davvero grande – twittano maligni i librai yankee McNally Jackson – adesso piace anche agli scandinavi, e quella gente detesta ogni cosa”. “Però dai, di Tomas Transtromer tutto si può dire, ma non che sia sconosciuto. È sconosciuto perché i poeti non interessano ai più” insiste Einaudi versus il popolo degli ignoranti. E la scuola Holden ricorda i versi della poesia “I ricordi mi vedono”: “Un mattino di giugno, troppo presto, / per svegliarsi, troppo tardi per riprendere sonno”. Natura, morte, storia, memoria. Niente a che vedere con la vision di Steve Jobs, sconfitto dal cancro mentre precorreva il suo e nostro futuro. Nel frattempo il Festival della Letteratura di Mantova rassicura: “È riapparsa Wikipedia”.
Spr
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