Stalking, il male nasce in famiglia A Varese 9 arresti in un anno

Stalking, il male nasce in famiglia A Varese 9 arresti in un anno

VARESE Nell’arco dell’ultimo anno sono stati 67 i casi di stalking affrontati dai carabinieri del comando provinciale. Nel complesso nove persone sono finite in manette e 58 sono state denunciate. Quasi sempre la violenza è maturata nell’ambito del menage famigliare. Le vittime sono donne in una fascia d’età compresa tra i 20 ed i 50 anni. Lo stalking o il maltrattamento si manifesta attraverso comportamenti violenti quali percosse, lesioni, minacce ed ogni sorta di umiliazione verbale; più invadenti e preoccupanti per la “stalking victim” risultano le vessazioni psicologiche, che spesso assumono toni violenti. La tensione e la pressione psicologica esercitata da tali comportamenti hanno indotto in tutte le vittime uno stato di allerta, notevole stress e timore per la propria incolumità.Lo stalker è un conoscente, un collega, ma soprattutto un ex-partner. In genere gli stalker agiscono, in quest’ultimo contesto, per recuperare il rapporto precedente o vendicarsi per essere stati lasciati. Alcuni hanno semplicemente l’intento di stabilire una relazione sentimentale perché mostrano gravi difficoltà nell’instaurare un rapporto affettivo significativo. La vita di una persona perseguitata cambia radicalmente fino a impregnarsi di paura per l’imprevedibilità di quello che potrebbe accadere. La vittima si sente costantemente controllata e “guardata a vista” e subisce continue umiliazioni per le scritte oscene lasciatele sotto casa, sulla macchina, o per il danneggiamento delle proprie cose. Tutto questo può provocare ansia, insonnia fino a sfociare in un vero e proprio disturbo post traumatico da stress, compromettendone l’attività lavorativa e le relazioni sociali.In tutti gli episodi

di stalking registrati in provincia, per i quali ha proceduto l’Arma è stata fornita alla vittima supporto e sostegno psicologico assicurando un collegamento con le associazioni dedicate allo scopo di assicurare alla vittima un adeguato aiuto.L’Arma assicura quotidianamente un servizio di prossimità in tutti i Comuni della Provincia che consente di individuare situazioni di criticità ed affrontare, anche attraverso il contatto con i Servizi Sociali ed i centri Antiviolenza, tutti quei casi in cui si registrano abusi e violenze.L’iniziativa si inserisce anche nelle previsioni del Protocollo d’Intesa sottoscritto nel gennaio 2009 tra il Ministro della Difesa ed il Ministro per le Pari Opportunità, finalizzato a realizzare un rapporto di collaborazione tra Carabinieri e Dipartimento per le Pari Opportunità per rendere più efficace l’azione di prevenzione e contrasto alla violenza rivolta contro soggetti vulnerabili, specialmente donne. Sulla base di questa iniziativa l’Arma si avvale anche di una Squadra Antistalking, costituita all’interno del Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, che opera a sostegno delle Unità Investigative “dedicate” al contrasto dello specifico reato costituite presso ogni Comando Provinciale.Inoltre, sempre in ambito provinciale l’Arma dei Carabinieri, su iniziativa della Prefettura è impegnata nella stesura di un Protocollo d’Intesa finalizzato all’individuazione di strategie operative per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza nei confronti di soggetti vulnerabili, nel particolare donne e minori. Al progetto anche altri attori istituzionali quali il Tribunale, la Procura della Repubblica, l’Amministrazione Provinciale, il Comune, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Asl e l’Azienda ospedaliera. 

f.iagrossi

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