Bocciati i tagli a scuola"Mancano ore e soldi"

Bocciati i tagli a scuola"Mancano ore e soldi"

VARESE Ultimo giorno di scuola sabato per la maggior parte degli istituti superiori di Varese, ma a guastare la festa è stata l’approvazione di venerdì, da parte del consiglio dei ministri, della nuova riforma Gelmini per ridurre a sei i licei italiani che attualmente si diversificano in quasi quattrocento indirizzi.

Rimarranno solo classico, scientifico, artistico, linguistico, delle scienze umane (l’attuale magistrale socio-psico-pedagogico) e, nuovissimo, il musical-coreutico per lo spettacolo che il preside dell’artistico «Frattini» vorrebbe realizzare in città in collaborazione con il liceo musicale. Sei licei per 10 indirizzi complessivi che entreranno in vigore dall’anno scolastico 2010-2011 coinvolgendo anche gli studenti che inizieranno la prima a settembre. Una razionalizzazione di cui molti, anche in città, sentivano il bisogno, ma che lascia molti presidi perplessi per il radicale taglio di ore e materie che comporta. Tagli il cui primo risultato sarà ridurre il numero di docenti in servizio con un significativo risparmio per lo Stato, ma anche un impoverimento sia dell’offerta culturale, sia dei budget autonomamente reperiti dalle scuole. Nel «coniugare la tradizione con l’innovazione», il ministro ha ridotto non solo le ore di latino (al linguistico la materia è scomparsa) ma anche quelle della seconda lingua straniera e ha inserito tra gli «insegnamenti opzionali» materie come l’informatica (unica eccezione l’indirizzo informatico dello scientifico il cui monte ore è ridotto di quasi 300 ore).

In pratica tutti i licei prevedono 27 ore settimanali al biennio (la terza media ne ha 30) e 30 al triennio (eccetto il classico, che ne avrà 31, e artistico e musicale con qualche ora in più per le materie pratiche). Al Manzoni-linguistico è Luisa Oprandi, vicaria del preside, a protestare per la scomparsa del latino: «Le lingue oggi si studiano in tutte le scuole superiori ma il linguistico è diverso per impostazione – spiega – un’impostazione di cui il latino è un tassello fondamentale perché si tratta di una lingua flessa che aiuta l’esercizio della riflessione linguistica tanto che noi abbiamo introdotto il metodo deduttivo di Ørberg per insegnarlo, cioè non partiamo dalla grammatica ma dal dialogo e dai testi».

Al Cairoli è la preside Daniela Tam Baj a scuotere la testa per la riduzione delle ore di greco e latino e per la morte non tanto del ginnasio di gentiliana memoria, ma soprattutto per le sperimentazioni lanciate con successo negli ultimi anni: la doppia lingua straniera e le ore in più di matematica-informatica e di storia dell’arte nel biennio. «Qual è il problema di tenere i ragazzi sui banchi 30 ore a settimana? – si chiede Tam Baj – Sono la prima a sostenere che gli sprechi vanno eliminati, ma fatto questo, sull’istruzione bisogna investire. Non si può pensare di educare meglio spendendo meno, con meno materie e meno ore di lezione. É un errore che fa danno al futuro».

E anche la possibilità di apportare modifiche facendo ricorso agli insegnamenti opzionali modificando il piano nazionale di un 20-30% «ma soltanto nei limiti dell’organico assegnato dal ministero» non convince: «I singoli istituti certo non hanno abbastanza soldi per pagare di tasca propria più insegnanti per aumentare le ore di lezione», spiega la Tam Baj. E per l’artistico la riforma è addirittura un danno dal punto di vista economico perché la riforma prevede di inserire «cinema» e «nuovi media» a danno di «conservazione, cura, restauro e catalogazione dei beni storici e culturali», cioè quelle materie su cui il liceo ottiene più finanziamenti e con cui copre gran parte delle proprie attività.
Lidia Romeo

s.bartolini

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