Basket, Stipcevic va a Milano Ma sbaglia tempi e modi 

VARESE Rok Stipcevic non è più un giocatore della Pallacanestro Varese: questa mattina nella sede di piazza Monte Grappa giungerà il fax con la firma del play croato sulla rescissione del suo contratto.

Stipcevic, dopo essersi liberato da Varese, sarà libero di firmare con Milano: la sua prossima destinazione. La notizia era arrivata nella serata di mercoledì – troppo tardi per andare in stampa – ed è stata confermata ieri: un fulmine a ciel sereno, capace di gettare nel panico tutti i tifosi biancorossi che avevano eletto il play croato come simbolo della squadra (sarebbe stato lui il prossimo capitano). Ognuno, ora, è libero di scegliere da che parte stare (anche noi, e lo spieghiamo nel commento a fianco): prima, però, è necessario sapere come sono andate le cose.

La situazione, fino a un paio di settimane fa, sembrava tranquilla: tanto che Stipcevic era stato praticamente confermato dalla società che lo aveva inserito nei giocatori già a disposizione di Vitucci. Il play aveva un contratto anche per il prossimo anno con una clausola che gli avrebbe permesso di uscire, pagando

una penale, entro il 20 giugno scorso. Società e giocatore si erano però già accordati per rivedere le condizioni contrattuali, allungando l’accordo per un’ulteriore stagione (la prossima e quella seguente) con una spalmatura al ribasso dell’ingaggio. Rok e il suo agente avevano dato il loro ok, e tutto sembrava sistemato.

Il colpo di scena è arrivato, inatteso, la mattina del 20 giugno: ultimo giorno utile per far valere la clausola di rescissione. L’agente di Stipcevic (che è Boris Gorenc, vecchia conoscenza di Varese per aver vestito la maglia biancorossa nella stagione 2002/2003) ha chiamato Vescovi per comunicargli che il suo assistito aveva cambiato idea: nessun allungamento del contratto, nessuna riduzione di stipendio, il giocatore resterà a Varese per un altro anno alle cifre pattuite l’estate scorsa. Strano.

Strano che si possa cambiare opinione così, da un giorno all’altro. E siccome a pensar male spesso ci si azzecca, il sospetto fondato (ma, sia chiaro, è solo una nostra supposizione) è che dietro alla decisione dell’entourage del giocatore di forzare la mano con Varese ci sia il fatto che qualcuno abbia fatto balenare alla coppia Rok-Boris la possibilità di giocare in una squadra di Eurolega, di provare a vincere lo scudetto, e magari di guadagnare un po’ di più.

Sta di fatto che l’improvviso (e sospetto) voltafaccia del giocatore non è piaciuto a Vescovi, che di fronte alla decisione di non uscire dal contratto originario ha lasciato libero il suo agente di accordarsi con un’altra squadra: ci hai preso per i fondelli, e tu qui non ci giochi più.

In queste ore Stipcevic metterà due firme: la prima sulla rescissione del contratto che lo legava a Varese (Vescovi gli avrebbe dato quarantott’ore di tempo), la seconda sul contratto che lo legherà a Milano.
E ora? Nessun dramma: morto un Papa se ne fa un altro. Al di là del dispiacere per aver perso un giocatore fortissimo e dell’amarezza per aver constatato ancora una volta che l’amore e il rispetto per una maglia non si dimostrano battendo i pugni sotto la curva dopo un canestro fatto, si guardi avanti.

Il contratto di Stipcevic era di quelli pesanti, ora ci sono le risorse per portare a casa qualcuno più forte di lui (il sogno Aradori è più vicino?). Intanto, per una brutta notizia ce n’è una bellissima: il Cavalier Renzo Cimberio e suo figlio Roberto hanno rinnovato la sponsorizzazione per la prossima stagione, confermato le cifre dell’anno scorso. Insomma: Varese perde Stipcevic ma mantiene Cimberio. Fosse accaduto il contrario, allora sì che sarebbe stato un dramma.

Francesco Caielli

a.confalonieri

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