Piromane di via Carrobbio: accelerante diverso per l’ultimo rogo. Il dettaglio non è sfuggito agli inquirenti.
Il passaggio dalla benzina (o comunque dal carburante) alla Diavolina segnala un indizio importante: il piromane è attento tenta di restare sotto traccia e ha scelto un innesco molto più anonimo. Non soltanto perché carburante e benzina si possono acquistare soltanto in luoghi precisi e localizzabili nella maggior parte dei casi sorvegliati da telecamere (mentre per la Diavolina bastano pochi euro in centinaia di negozi).
La Diavolina ha anche altri “vantaggi”. Che l’acquisto non dia nell’occhio, soprattutto durante il periodo estivo con grill e barbecue in funzione, è assodato. La Diavolina, però, è anche più semplice da trasportare. Taniche o bottiglie sono difficili da occultare.
L’innesco scelto per il rogo costato parte del magazzino della Cioccolateria che ha sede nella palazzina al civico 8 presa di mira, è in cubetti e può essere tranquillamente portato in tasca. Inoltre ha un odore molto meno penetrante rispetto alla benzina. Si nota meno. Tre cubetti, una quantità minima, bastano per appiccare l’incendio in più punti. E così sarebbe accaduto nell’ultima occasione dove gli inneschi messi in atto dal piromane parrebbero essere stati almeno tre.
In sintesi il cambio di accelerante, oltre all’ovvia volontà di non essere identificato, mostrano una sorta di escalation da parte del piromane. Se i primi quattro roghi erano di dimensioni contenute e, più che altro, hanno causato molto fumo con danni limitati, il quinto incendio è stato il peggiore. Per dimensioni, per ingegno mostrato nella volontà di causare il maggior numero di danni possibile, per gravità: due persone sono rimaste leggermente intossicate con necessità di ricorrere a cure ospedaliere.
Il punto è sempre lo stesso: trovare il movente, l’obbiettivo reale del piromane che entra in azione di giorno, alla mattina presto ma non prestissimo, nella centralissima via Carrobbio. Il movente non corrisponde al profilo dell’incendiario che agisce in preda a un impulso irrefrenabile.
Il piromane classico colpisce a caso, sceglie luoghi diversi sulla base della facilità d’accesso. Quindi incendi appiccati nello stesso comparto non indicano una compulsione al fuoco. Se il racket appare del tutto marginale (nessun taglieggiatore attirerebbe così tanto l’attenzione), restano le questioni personali in sospeso.
Gli inquirenti stanno vagliando ogni pista, guardando anche agli “equilibri” commerciali del comparto. E rivolgendosi sempre con maggiore attenzione alla pista interna.
Simona Carnaghi
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