Dalla «cassa» al call center Il 112 dà lavoro a venti varesini

VARESE Dalla disoccupazione (o cassa integrazione) a una nuova occupazione nel comparto sanità.È un’opportunità di quelle che non capitano tutti i giorni, soprattutto in questi tempi di crisi, quella che entro fine anno verrà offerta a una ventina di varesini iscritti agli elenchi Inps grazie a un accordo siglato ieri dai sindacati confederali lombardi con l’assessore al lavoro del Pirellone, Gianni Rossoni.L’intesa prevede la possibilità di inserire lavoratori in mobilità o in cassa integrazione straordinaria (Cigs) nei call center laici che gestiscono il Numero unico dell’emergenza 112 nelle province di Varese (dove l’attività è già pienamente operative), Milano e Brescia.Le preselezioni, che avverranno su base territoriale, saranno effettuate dai centri per l’impiego sulla base degli elenchi dell’Inps e in considerazione di specifici requisiti richiesti ai potenziali candidati: conoscenza base della lingua inglese e dei supporti informatici e disponibilità a lavorare su turni. L’adesione dei potenziali candidati sarà poi su base volontaria.«La sperimentazione del numero unico 112 dovrà essere rafforzata così da favorire entro il 2013 l’estensione a tutto il territorio lombardo e, in seguito, all’intero Paese» spiega

Fulvia Colombini, responsabile per il mercato del lavoro della Cgil Lombardia. Di qui la necessità di aumentare il numero degli operatori che vi prestano servizio: «Inizialmente si era data la possibilità ai lavoratori pubblici di accettare una mobilità per prendere servizio nelle centrali operative ma l’adesione non è stata altissima» prosegue la dirigente sindacale.Ora, la svolta. Che offre a venti varesini disoccupati o in cassa di essere reinseriti (per sei mesi rinnovabili di altri sei) nel mondo del lavoro. E di apprendere un “mestiere” nel quale sperare per una stabilizzazione futura.Una volta superata la selezione, infatti, le persone con i requisiti adatti che avranno accettato l’offerta, dovranno seguire un percorso formativo retribuito della durata di un mese e, al loro ingresso nel call center allestito al Circolo, «oltre all’indennità dell’Inps, riceveranno un importo integrativo commisurato all’impegno settimanale sopra le 20 ore e l’indennità per il lavoro su turni in riferimento al Ccnl del comparto sanità» specifica Colombini.Il sindacato monitorerà trimestralmente la sperimentazione, al termine della quale i lavoratori socialmente utili potrebbero diventare dipendenti a tutti gli effetti.

s.bartolini

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