di Samuele Giardina
BUSTO ARSIZIO Sale il livello della competizione, Parma non è Conegliano, s’innalza di conseguenza la statura della Yamamay. Non è stata una bella partita, vissuta su ritornelli più che spartiti interi, inciampata in parecchi errori gratuiti più che provocati, ma tutto compreso non c’è mai stata la sensazione che alle farfalle potesse scappare di mano. È un
bel 3-0 tifosi cari, di quelli di sostanza che fanno morale e classifica. Di quelli dove, come nel terzo set, può capitare di mollare un attimo la spina della corrente (7-11), ma altrettanto in un attimo si riesce a reinserirla e, voilà, ecco il parziale della riscossa (8-3). La fuga per la vittoria di lì a conseguenza.
Racconta un sorridente Carlo Parisi: «Bravi a difendere e pazienti nella gestione, dell’errore e delle fasi della partita. La crescita, rispetto alla prima partita, c’è: Parma è una squadra comunque impegnativa, da prendere con le molle. Il 3-0 dà grossa soddisfazione». Donato Radogna prende il rimbalzo, e segue la stessa linea di pensiero: «Mi aspettavo passi avanti dall’1-3 subìto da Urbino, ma non sempre i desideri diventano realtà. Abbiamo ricevuto meglio, ma non siamo stati all’altezza nella gestione delle situazioni offensive. E poi troppi errori, soprattutto al servizio».
Ludovica Dalia: «Dovevamo rischiare in battuta, perché la ricezione di Busto è molto efficiente». Coach Radogna: «Ho scelto di non servire su Leonardi, uno dei migliori liberi italiani, e mirare Marcon. A Conegliano, ai tempi, mi era successo di metterla in difficoltà: puntavo a ripetermi, costringendo così
Parisi a inserire Meijners». Non è successo. Riprendiamo un attimo noi: perché Parma è tornata in auge nel terzo? Aggressività in più, nel momento in cui Busto ne ha messa meno. Un time out del coach ha risistemato le cose. Il box qui a lato sviluppa il concetto.
Chi ha avuto l’mvp? Valeria Caracuta. Eccola: «Non era facile per me, Donato mi conosce a memoria, dovevo cambiare qualcosa», e giù risate. Riprende: «Felice della nostra difesa». Carlo Parisi: «Abbiamo anche lavorato ottimamente a muro. Mando un brava a Chiara Dall’Ora: è un po’ indietro fisicamente e deve entrare nei giochi, ma avete visto che efficienza?». In effetti, l’ex Piacenza non l’ha mai vista da Caracuta: sono dinamiche, nulla più, l’importante è sapersi dedicare ad altro.
Sul fronte Parma, pessime notizie da Moreno Pino e Campanari, assai buone da Grothues, Kovalenko e Poma: troppo sole per aspirare ad allungare la partita. Avvicinandoci alla chiusura, una notizia che merita la ribalta. Era attesa ma non scontata, quantomeno non oggi: gli abbonati sono 1.921, bruciato il vecchio record di 1.850. La campagna è aperta per altre due settimane, sino al quarto turno con Chieri: arrivare a duemila sarebbe meraviglioso.
Sabato prossimo, alle 20.30, si gioca a Pesaro in diretta su RaiSport 1. La Scavolini, a Modena, non ha fatto una grossa impressione; la Yama, come detto, è attesa alla prima verifica pesante. La partita cade a fagiolo. Dice un saggio tifoso in maglietta Amici delle Farfalle: «Sabato si capiranno molte cose».
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