Sono 39 i profughi del Centrafrica, arrivati nel Varesotto lo scorso 10 luglio dopo lo sbarco in Sicilia.
I migranti sono stati trasferiti dall’alloggio pubblico di via V Giornate al complesso residenziale “Al Parco” di via Montesanto, a Samarate.
Il 10 aprile scorso erano stati sempre 39 i profughi dal Medio Oriente e dall’Africa trasferiti in tre diverse località della nostra provincia: Saronno, Gallarate e Marzio. Tra di loro anche dei siriani, in fuga dal conflitto che ha provocato migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati. Secondo il “Coordinamento Migrante” nuovi profughi sono in arrivo a Varese.
«Il ministero stabilisce un piano di distribuzione regionale – spiega il prefetto – poi dalla Regione i migranti vengono assegnati a ogni prefettura. Nella nostra provincia si tratta solo di qualche decina di persone. Stiamo cercando, anche sulla base della disponibilità strutture, di gestire la cosa distribuendoli in modo omogeneo».
Arrivano a Malpensa e da lì vengono destinati alle diverse città della Lombardia. Come spiega il prefetto si chiama «programma di ripartizione del ministero»: tutto viene deciso a Roma.
È così che le immagini lontane dei barconi di migranti stipati, che vengono intercettati nei mari di Sicilia, Puglia e Calabria dalle navi dell’operazione Mare nostrum, si fanno improvvisamente vicine: il carico di quelle barche è anche qui, ospitato tra città e paesi della provincia. E continua ad arrivare, ogni giorno o quasi.
«Quella legata ai profughi – continua il prefetto Zanzi – è una situazione che ha una sua complessità». Sì perché ci sono i rifugiati politici provenienti dai Paesi dove oggi si stanno svolgendo massacri e guerre e quelli che vengono accolti secondo la Convenzione di Dublino.
«Non si può di certo parlare di emergenza profughi, nemmeno il Governo la definisce così. Certo è che la situazione del momento fa si che ci siano situazioni di rifugiati che si vanno a sovrapporre alle normali situazioni di richiedenti asilo».
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