VARESE Secondo la procura di Varese, all’appello mancano ancora poco meno di 4 milioni di euro. Ma il gruppo Polita assicura che tutti i debiti sono già stati onorati o comunque lo saranno entro domani.
Sulla testa de «La Quiete srl» (la società un tempo titolare della prestigiosa casa di cura privata con sede in via Dante) è ancora sospesa la spada di Damocle. Ieri, al termine dell’ennesima udienza, il tribunale fallimentare si è “riservato” la decisione finale: dovrà prima valutare la documentazione prodotta dai legali che tutelano la clinica, ora passata nelle mani della «La Quiete hospital srl»; poi stabilirà se la “vecchia” Quiete dovrà o meno essere dichiarata fallita.
Il pubblico ministero Agostino Abate ha chiesto e ottenuto che il verdetto venga emesso entro il 21 giugno. A quella data, infatti, sarà passato un anno dalla cessione del ramo di azienda da «La Quiete srl» a «La Quiete hospital».
Sandro Polita, numero uno dell’omonimo gruppo, è sicuro che la vicenda si chiuderà senza che la parola “bancarotta” venga nemmeno pronunciata. «Nell’ultima settimana il nostro gruppo ha versato un ulteriore milione e mezzo di euro – fa sapere l’imprenditore – e il tribunale ci ha concesso tempo per presentare un’altra garanzia del valore di tre milioni. E infatti di creditori che insistono per il fallimento de “La Quiete” non ne esistono più».
La procura continua però a mantenere alta la guardia. «Stanno percorrendo una strada a fondo cieco – commenta Polita – presto (venerdì o sabato, ndr) indiremo una conferenza stampa in cui il sottoscritto farà dichiarazioni importanti. Anzi: direi “scottanti”. Saranno dichiarazioni che metteranno la parola fine su questa vicenda».
Polita si dice amareggiato per le questioni che, a più riprese, hanno frenato le attività del suo gruppo a Varese: dall’hotel di Capolago alla clinica privata. «Questa è una città ferma – dice – e chi cerca di fare qualcosa di nuovo e di importante viene aggredito». Quanto al futuro de «La Quiete», annuncia: «Presto il primo gruppo privato italiano nell’ambito della sanità, e permettetemi di non fare nomi, ci affiancherà nella gestione. E questo per noi è motivo di vanto, perché dimostra la qualità del nostro centro di eccellenza, capace di dare corpo a un progetto appetibile anche a livello nazionale».
e.marletta
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