VARESE I garibaldini tornano alla carica. E dopo aver marciato su Varese, in occasione della ricorrenza del 150esimo della battaglia di Biumo, puntano a ricreare in città il museo del Risorgimento. Questo lo scopo dell’incontro, che il comitato dei garibaldini ha ottenuto, e fissato per il 6 luglio, con il sindaco Attilio Fontana. In quell’occasione, consegneranno al primo cittadino leghista (che ha disertato la ricorrenza perché non condivide l’immagine idilliaca dell’eroe dei due mondi) la medaglia di bronzo ricevuta direttamente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una provocazione? Se lo è, i garibaldini dissimulano. E spiegano che affidare nelle mani del sindaco il riconoscimento è il primo passo per ottenere la riapertura della sezione dei Musei Civici dedicata al Risorgimento. «Da oltre 15 anni – spiega Luigi Barion – la sezione dedicata all’indipendenza d’Italia è chiusa. In pratica, da quando la struttura di Villa Mirabello era stata chiusa per il restauro, non è stata più riaperta. Noi chiederemo che la medaglia non finisca nei meandri del sistema museale varesino, ma che venga affidata all’archivio. In attesa di essere esposta nel museo del Risorgimento».Insomma, passata la ricorrenza della battaglia, quando il dibattito politico, che ha toccato punte di aspra polemica tra la Lega e il comitato, si era normalizzato e “dimenticato” di Garibaldi e dei suoi novelli seguaci, ecco tornare un’altra stoccata dei garibaldini all’amministrazione lumbard, che del passaggio dell’eroe dei due mondi dalla città di Varese non vuole più
sentir parlare. Il comitato chiede che la storia risorgimentale ritrovi il proprio posto al sole nei musei cittadini. «I ragazzi hanno bisogno di studiare il Risorgimento» dice Barion. Rimasto sconvolto dalla risposta di una liceale, sui Cacciatori delle Alpi: secondo la ragazza sarebbero stati dei turisti inglesi che venivano a caccia nelle zone delle Alpi italiane. «Il Risorgimento rappresenta una pagina fondamentale. Soprattutto, in vista dei prossimi appuntamenti nazionali». Barion si riferisce all’anno prossimo, quando ricorrerà il 150esimo dei plebisciti di Toscana ed Emilia e della spedizione dei Mille, e del 2011, 150esimo dell’unità d’Italia. «Non vogliamo rimanere a guardare – concordano i garibaldini – ma parteciperemo a questi eventi collaborando con i comitati nazionali. Ed aprire il museo vuol dire offrire un percorso legato al Risorgimento». A questo proposito, l’intenzione è quella di trasformare il comitato in un’associazione: chi pensava, tra i leghisti, di dover stringere i denti e aspettare che la ricorrenza della battaglia passasse, per potersi così dimenticare di questa faccenda, resterà deluso. Con la formula dell’associazione, i garibaldini non se ne andranno, ma resteranno tra i piedi. Anzi, tra le ruote del Carroccio.E la presa di posizione del comitato è anche il pretesto per lanciare l’allarme sullo stato dei musei cittadini. «A Varese non c’è solo il problema della sezione dedicata al Risorgimento – accusa il presidente della commissione cultura Franco Prevosti (Pdl) – il settore della cultura è la cenerentola delle spese comunali». Marco Tavazzi
f.tonghini
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