VARESE Violata la quiete della Torre di Velate. Alla castagnata dei giovani organizzata domenica, la triste scoperta: il bene di proprietà del Fai è stato utilizzato come rifugio.Un buco nella rete che delimita e chiude l’area intorno alla torre, un sacco a pelo, uno spazzolino, degli indumenti ed evidenti segni di bivacco. Gli oggetti ritrovati non lasciano molto margine d’interpretazione. Qualcuno si è introdotto nella Torre
e ci ha pernottato. Difficile dire con certezza se si tratti di senza tetto in cerca di un giaciglio o di una ragazzata, frutto di un festino estivo. Costruita nell’undicesimo secolo sulle alture dominanti la strada per il lago Maggiore, allo scopo di proteggere la parte sud della cinta di Velate, la Torre venne resa inutilizzabile durante le lotte fra Milano e Como, nel dodicesimo secolo.
Del poderoso quadrilatero originario, alto venticinque metri, restano un intero lato e parte di un altro. La torre costituisce un punto fermo nel paesaggio collinare dei dintorni di Varese e, per la gente del luogo, ha un alto valore simbolico. Facile comprendere quanto la scoperta della sua violazione possa lasciare senza parole. Considerato quasi un luogo sacro, è un bene di proprietà del Fondo per l’ambiente italiano.
«Non ci siamo mai accorti di nulla – spiegano i residenti – Nelle sere d’estate vediamo passare gruppi di ragazzi con i motorini. Imboccano il vialetto che porta alla Torre e non sappiano cosa facciano. Si trovano lì e ci rimangono fino a tardi».
Nessuno è stato notato entrare o uscire. Neanche il fiorista, che ha il negozio proprio accanto al cimitero di Velate e all’ingresso del vialetto che va verso la Torre, ha mai notato nulla. Apre alle nove ogni mattina e chiude alle 17 e non si è mai accorto di presenze sospette. «Anche perché la polizia passa spesso di qui – proseguono i residenti – A meno che non sia qualcuno che aspetta l’oscurità per entrare ed esce al mattino presto, non abbiamo mai notato movimenti o presenza sospette».
Anche i delegati del Fai, che domenica hanno fatto il ritrovamento, minimizzano. «Non è la prima volta che segnaliamo violazioni all’interno dell’area – spiega la signora Paola Piatti – È capitato altre volte di trovare la rete forzata, le panchine spostate o i resti di festicciole». Certo nessuno aveva mai osato forzare il cancello d’ingresso alla
Torre e salire ai piani superiori. Piccoli loculi, quel che resta dei piani del monumento, che qualcuno ha usato come rifugio. Raggiungerli non è difficile. Una volta aperto il vecchio cancello, basta salire qualche gradino per essere al sicuro. Lì sono stati ritrovati un sacco a pelo e degli oggetti personali: qualche indumento e uno spazzolino.
La paura, però, è che le incursioni possano provocare danni consistenti al monumento. Qualche segno, oltre alla sporcizia, lo si può già notare. Alcuni massi sono stati trovati intorno al perimetro della Torre. Pezzi che si sono staccati dalla parte alta, probabilmente a causa del continuo passaggio.
«Faremo maggiori controlli nella zona – spiega l’assessore alla Sicurezza, Carlo Piatti – Ci erano già giunte segnalazioni da Velate, non possiamo che aumentare i pattugliamenti, magari in orari inusuali».
Valentina Fumagalli
e.besoli
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