Le tensioni e le briglie si sciolgono nel gioco

Varese – Di nuovo a ridosso del gruppone play off vincendo bene. Come ai vecchi tempi. Aggressivi subito, geometrici, ispirati, concreti. Risalta la classe dei due maggiormente dotati, Neto e Zecchin. Neto torna quello devastante dei tempi migliori, trascina anziché farsi trascinare. Crede nel gruppo e nell’allenatore, subito dopo il primo gol chiama a raccolta i compagni per un abbraccio d’insieme con Castori. Significativo. La settimana difficile che incuteva timori di cedimento diviene la settimana perfetta: le tensioni si stemperano nel gioco. E che gioco, per lunghi tratti. Vi partecipa l’intera squadra. Rea, per esempio, che si sgancia dalla postazione difensiva centrale sapendo cosa fare e non a casaccio; Fiamozzi e Grillo, che invitano con inserimenti di giusto tempismo ad esser serviti sulle fasce; Damonte che è il miglior Damonte della stagione, punto d’equilibrio d’un assetto mai messo in crisi dagli avversari. Poi Zecco inventa e Neto conclude.

Con la variante Martinetti. Un ottimo Martinetti: dà la palla del gol d’apertura, né distribuisce altre di qualità, fa la boa e il finalizzatore. Aspettava l’occasione per ritrovare fiducia, è arrivata.E’ arrivata, forse, anche la svolta della stagione biancorossa. Il successo, dopo otto turni d’astinenza, riporta tranquillità nell’ambiente, che ne aveva bisogno. E’ un successo netto, perfino superiore al punteggio finale. Padova sempre in soggezione, incapace d’essere pericoloso. Funziona il nostro pressing alto, funzionano gli aiuti reciproci a centrocampo e in retroguardia, funziona soprattutto lo spirito. Quando gira così, i difetti vengono assorbiti, vedi la negativa prestazione di Nadarevic, rimasto a lungo in campo pur meritando la sostituzione.Adesso andiamo a Livorno convinti di non esser battuti in partenza. Non avendo nulla da perdere, potremmo addirittura vincere. Poi Pro Vercelli e Ternana in casa, occasione doppia per dare il dirizzone definitivo a questo strano campionato, di prospettiva ancora indecifrabile.

p.rossetti

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