Stavolta la bomba d’acqua non è arrivata Ma per il futuro dobbiamo essere pronti

Stavolta la bomba d’acqua non è arrivata
Ma per il futuro dobbiamo essere pronti

Maltempo, la Regione Lombardia lancia l’allarme idrogeologico per Varese e provincia. E manca ancora il piano d’emergenza per il capoluogo.

Con negli occhi le immagini di Genova, o del luglio scorso, o del 2009, inevitabile la domanda: il territorio è pronto?

«Sì, è vero, il piano che avrebbe dovuto essere pronto per settembre ha subito uno slittamento – spiega l’assessore all’Ambiente di Varese , senza nascondersi – C’è stato un avvicendamento, anzi un cambio del dirigente del nostro ufficio di polizia locale, ufficio che ha il compito della stesura del piano. In collaborazione con la Croce Rossa, ovviamente coinvolta per la gestione delle emergenze».

Per ora il maltempo sta “graziando” il territorio. Piove ma “bombe d’acqua” devastanti come quelle registrate negli ultimi mesi non si sono ancora scaricate.

«Abbiamo aperto la sala di protezione civile che gestiamo con la Provincia – spiega il prefetto di Varese – La situazione è sotto costante monitoraggio. Per ora non sono state rilevate situazioni di particolare criticità». Quando Varese sarà pronta? «A giorni avremo un incontro con la commissione per la stesura del piano – annuncia Clerici – Conto che tutto il lavoro sia consegnato entro fine anno. Per fine 2014 il piano ci sarà. È una delle mie principali priorità».

Clerici sottolinea come la consegna del piano non chiuda affatto la questione: «Bisognerà aggiornarlo costantemente – spiega – Il territorio cambia. Il piano dovrà cambiare contemporaneamente. Altrimenti, come è accaduto in altri Comuni italiani, sarà perfettamente inutile. Le zone ad alto rischio individuate oggi dovranno essere monitorate ed è plausibile supporre che la situazione muterà di anno in anno in base agli interventi eseguiti».

Le criticità di Varese, al momento, sono due: l’Olona e il Vellone. «Tutta la zona di Valle Olona è da considerarsi a rischio idrogeologico – aggiunge l’assessore – Il piano, una volta pronto, stabilirà chi fa che cosa in caso di emergenza».

Ma è bene anche prevenire. «E su questo fronte mi sto battendo – prosegue Clerici – Ho chiesto, e per questo combatterò, che i fondi a bilancio per la manutenzione ordinaria dei fiumi vengano raddoppiati. Ipotizzo una somma molto vicina ai centomila euro. La manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, la pulizia dei letti, viene fatta con regolarità. Ed è un fattore estremamente importante in caso di maltempo straordinario con ondata di piena».

Varese ipotizza anche la realizzazione di grandi opere, «da realizzarsi tra il 2015 e il 2016 – assicura Clerici – Nello specifico saranno realizzate due vasche di laminazione. La prima a Masnago, nel parco di Villa Baraggiola e la seconda in via Friuli, altra zona ad altra criticità».

In questo modo «andremo a contenere le eventuali ondate di piena di Olona e Vellone».

«I finanziamenti a disposizione, dopo il ricorso al consiglio di Stato vinto dalla Regione Toscana nel 2011, sono di cinque milioni e 400mila euro. L’intervento non risolverà il problema – specifica Clerici – Ma ridurrà il rischio di esondazioni a un quarto dell’attuale. Per capirci: oggi abbiamo esondazioni in media ogni cinque anni. L’intervento sposterà la media a una ogni vent’anni. L’obiettivo è di arrivare a una ogni cento anni, ma è sul lungo periodo».

In caso di emergenza immediata «siamo organizzati per intervenire qualora vi siano eventi straordinari, in buona parte grazie all’aiuto dei volontari – conclude il prefetto Zanzi – Certo avere a disposizione un piano di criticità e gestione emergenza sarebbe meglio».

Varese

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