Villa Recalcati cambia verso. Ora il vento renziano fa rotta su Palazzo Estense. «Accerchiamo Maroni – fa notare il segretario regionale del Pd – le comunali 2016? Il modello è lo stesso di queste elezioni provinciali, un centrosinistra aperto alle forze civiche».
Il ribaltone è compiuto. L’elezione di presidente della Provincia di Varese, il primo per il nuovo ente di “secondo livello” post-riforma Delrio, è un nuovo tassello nella rivoluzione della geografia politica del nostro territorio, iniziata tra il 2010 e il 2011 con il centrosinistra che espugnava Saronno e Gallarate e suggellata alle ultime europee con il Pd renziano oltre il 40%.
A Villa Recalcati dopo 21 anni di inquilini leghisti arriva il sindaco di Cantello che, sostenuto da Pd, Sel e Ncd, supera con il 54% dei voti ponderati la rivale , candidata del centrodestra.
«In Lombardia abbiamo vinto dappertutto, lasciando solo Sondrio al centrodestra -esulta Alessandro Alfieri, il numero uno del Pd regionale che è rimasto a Villa Recalcati tutta la mattinata – Varese ha un valore simbolico particolare: dopo vent’anni di egemonia leghista è un segnale di discontinuità molto forte».
Certo, c’è voluto l’aiutino di Ncd: «Ma con loro governiamo il Paese, e l’intesa nei territori è stata definita a livello regionale – sottolinea Alfieri – Anche per loro si porrà il tema delle scelte».
Nell’immediato lo sguardo va al Pirellone: «Maroni deve prenderne atto, e creare un clima di collaborazione istituzionale. Gli conviene, visto che la sua maggioranza è bloccata dai veti interni». E se i leghisti con il senatore rinfacciano lo «scippo» del voto popolare, Alfieri ricorda che «il popolo ha eletto gli amministratori locali», senza dimenticare «il dato molto chiaro delle ultime europee».
Insomma, come annuncia il segretario provinciale dei democratici , «la Provincia cambia verso. Ma la vera vittoria si misurerà fra un anno, quando potremo toccare con mano i primi frutti del lavoro della nuova squadra di governo, che ha già ben chiara la rotta da percorrere».
Il vero obiettivo invece è tra un anno e mezzo, quando sarà in gioco Palazzo Estense, altra poltrona che dal ’92 è saldamente in mano al Carroccio.
«La strada è tracciata – aggiunge il segretario regionale Alfieri – un centrosinistra aperto ai movimenti civici. Anche a Ncd? Dipenderà da loro. Di certo, il nuovo Pd a guida Renzi è più forte e si carica di responsabilità, sapendo di non essere autosufficiente». Intanto il coordinatore provinciale di Ncd non manca di far notare «il contributo determinante» del suo partito, ago della bilancia nella competizione.
Ribadendo poi che «Ncd lavorerà affinché la nuova Provincia sia governata grazie al contributo di tutti nel Consiglio e nell’assemblea dei sindaci».
Eppure gli ex (e tuttora) alleati di Forza Italia non la prendono bene. Anzi. , che condivide con Cattaneo l’appartenenza alla maggioranza che governa Regione Lombardia, scrive una spigolosa lettera aperta in cui accusa di incoerenza l’ex collega di partito: «Ora che governi con Pd e Sel come ti senti? La politica non è giocare una partita indossando nel primo tempo i colori di una squadra, per poi cambiare casacca quando l’arbitro fischia l’inizio del secondo tempo».
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