Adesso tira aria di bufera nella maggioranza varesina. Dopo il voto per la Provincia, dove il centrosinistra ha vinto le elezioni grazie al supporto di Ncd, Lega e Forza Italia chiedono a gran voce una verifica di coalizione. La data precisa non è ancora stata resa nota.
Certo è che tra questo fine settimana, e l’inizio della prossima, si svolgerà una riunione di maggioranza. All’ordine del giorno non ci saranno, come è stato almeno finora, questioni amministrative.
«Questa volta il problema è politico – fanno sapere dai due partiti – e si dovrà affrontare la questione della collocazione e della coerenza di Ncd».
La questione sarà dibattuta ovviamente a partire da domani, visto che questa sera il centrodestra dovrà affrontare nuovamente il problema della mozione di sfiducia contro l’assessore di Forza Italia .
Nei confronti di Clerici i quattro consiglieri comunali di Ncd sono sempre stati solidali. Inoltre, da parte loro non è mai stata messa in dubbio, anzi è stata più volte rimarcata, la fedeltà alla maggioranza che governa il capoluogo. Se arriverà quindi uno “scossone” sarà da parte di Forza Italia e Lega. Gli azzurri hanno già avuto due riunioni di direttivo nei giorni scorsi (e un’altra si è svolta ieri sera). Al momento, tuttavia, non sarebbe ancora uscita una strategia definitiva.
In un primo momento sarebbe stato deciso di chiedere ai sindaci, in primis, di revocare le deleghe agli assessori di Ncd. E quindi di mettere fuori da tutte le coalizioni di governo i consiglieri appartenenti al partito di Alfano. Nella riunione successiva i forzisti sarebbero tornati sui loro passi, preferendo la prudenza, per evitare la possibile caduta degli esecutivi da loro espressi. Insomma, la situazione è abbastanza “ingarbugliata”.
Più decisa sarebbe la Lega Nord. Che tuttavia ha i suoi problemi interni da risolvere, soprattutto nel capoluogo.
La sezione varesina ha infatti subito una debacle, con la mancata elezione del candidato espressione della Città Giardino, ovvero il consigliere comunale . Il quale, se avesse avuto tutti i voti che in teoria gli erano stati garantiti, sarebbe stato tra i tre eletti nell’assemblea.
Come espressione del capoluogo avrebbe infatti dovuto incassare dieci voti, nove dai consiglieri più il sindaco.
Ora, i voti garantiti erano solo otto, dal momento che per lavoro un consigliere era all’estero e un altro aveva optato per il no.
Con il coefficiente di 250 a testa, gli otto voti sarebbero bastati. Ma ne sono mancati altri due. Una sorta di “pugnalata alle spalle”, che ha fatto perdere a Varese città il quarto consigliere provinciale. E alla Lega Nord varesina la possibilità di entrare in Provincia.
E su questo il segretario cittadino non è tenero: «Come segretario, mi assumo ogni responsabilità, anche per scelte che vengono dal gruppo consiliare. Resta tuttavia il fatto che la candidatura di Parravicini non era stata calata dall’alto, ma scelta proprio da una riunione dello stesso gruppo consiliare. Il quale, essendosi dimostrato incapace di assumersi le proprie responsabilità, d’ora in avanti non prenderà più decisioni autonome. Ma seguirà quelle della segreteria cittadina».
Insomma, una spaccatura interna in un momento di crisi generale della coalizione.













