S’inventa una malattia per uscire dal carcere

S’inventa una malattia 
per uscire dal carcere

Il carcere gli sta stretto: si inventa una malattia. È la madre gli consegna certificati medici fasulli. Assolto ieri mattina dal giudice di Varese in costituzione monocratica Anna Azzena. All’imputato, varesino di 47 anni finito in carcere nel giugno 2012 per Stalking, è andata bene per due ragioni: la prima è che i certificati medici fasulli gli sono stati consegnati dall’esterno e non ci sono prove che siano arrivati su sua indicazione. Letteralmente i certificati in oggetto non sono mai direttamente passati attraverso le sue

mani. La seconda ragione è che il giudice ha optato per la formula del falso grossolano: in sintesi i documenti erano talmente incredibili che non avrebbero potuto ingannare nessuno. Termini medici inventati, formule dialettali per descrivere malattie gravi che avrebbero richiesto termini scientifici, ma soprattutto firme palesemente false. Il lato divertente è che tutto avrebbe dovuto servire a far trasferire dal carcere in ospedale lo stalker. Che nel frattempo, però, è uscito dal regime di detenzione carceraria. In caso di condanna sarebbe tornato in cella.

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