VARESE Giugno a scuola è tempo di esami, e la generazione dei nativi digitali non fa eccezione. Domani si apriranno le danze per i maturandi, che affronteranno la prova scritta di italiano, mentre ieri i ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno aggiunto al vecchio “esame di terza media” anche il test Invalsi di italiano e matematica.
I maturandi anche varesini da quest’anno avranno un’arma in più: le “app”, ovvero i programmi da scaricare sul telefonino di nuova generazione per avere qualche “aiutino” agli esami. Come diceva uno slogan utilizzato da Apple per pubblicizzare l’iPhone, “c’è un app praticamente per tutto”. Potevano mancare quelle dedicate agli studenti? Ed ecco che sul web fioriscono app di tutti i tipi: per iPhone e per Android (la piattaforma concorrente, ideata da Google e utilizzata da diverse case produttrici di smartphone, da Htc a Samsung). Da Latino by Scuola Zoo, con oltre 6 mila versioni già tradotte e un buon dizionario, fino a Chemistry Reference, per avere sempre sottomano la tavola degli elementi di chimica, passando per SmartLeges, utile a chi deve affrontare economia o diritto, le app sono pensate per ogni tipo di scuola. Piccolo problema: anche nel 2011 sarà vietato agli studenti tenere i cellulari durante gli esami.
Chi viene sorpreso con lo smartphone in azione, rischia di vedere annullato il proprio compito. «Non arriveremo alla fucilazione – scherza il dirigente dell’ufficio scolastico territoriale, Claudio Merletti – ma comunque saremo severi: niente cellulare durante gli scritti». Ma cosa pensa Merletti dei nuovi bigini digitali? «Sono forme nuove di porcherie vecchie. I bigliettini ci sono sempre stati, e sono sempre serviti a poco».
Gli studenti di Varese e provincia, dice il dirigente, sono comunque sempre stati onesti: «qualche ragazzo che prova a fare il furbo c’è tutti gli anni, prima con i bigliettini tra le pagine dei dizionari, ora con le nuove tecnologie. I professori saranno attenti». Insomma, gli studenti nativi digitali sono avvisati.
Meno problemi di copiatura ci sono stati per i tredici-quattordicenni che hanno affrontato ieri i test Invalsi, le prove ministeriali che serviranno a rilevare l’apprendimento a livello nazionale. Anzi, nei temuti test ci sono stati meno problemi in generale. Dopo le polemiche e le tensioni che si sono susseguite, al momento della verità i test si sono rivelati molto più facili del previsto.
Chiara Frangi
s.bartolini
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