Sacro Monte: spunta il cartello pro-park

Sacro Monte: spunta il cartello pro-park
A una settimana dalla manifestazione dei “comitati del no”, ieri in mattinata la “rivincita” dei sì. Malnati: «Per quel terreno rimborsi per metà del valore. Zamparini? Avremmo fatto le stazioni»

Spunta un nuovo cartello sulla recinzione del futuro parcheggio Prima Cappella: “50mila cittadini dicono sì al parcheggio”, una dichiarazione programmata, in una domenica di sole, giorno di grande affluenza dei pellegrini alla Via Sacra per la beatificazione di Paolo VI. Dice , dell’Associazione Amici del Campo dei Fiori, da anni impegnata nel valorizzare la montagna varesina: «Sono subito corso a vedere: non è una cosa fatta in casa, è un cartello scritto al computer, stampato su cartone patinato. Lo hanno attaccato stamattina presto. Non ho idea di chi siano i mittenti: forse quelli che non aderiscono al comitato anti-parcheggio».La perplessità aumenta quando si ferma un’auto di stranieri: vedono la P in campo blu sul cartello, gli chiedono dove parcheggiare. Il costruttore arriva per controllare cosa è stato affisso sulla sua proprietà.«Non so chi possa averlo messo, io no di certo, non intendo espormi fino a che non avremo ottenuto il rimborso del terreno – di cui sono proprietario insieme a un socio- che ci è stato espropriato dal Comune». «Dopo decenni, saremo rimborsati per una cifra pari a metà del valore – prosegue – senza pensare che fino a quel momento resteremo responsabili per la magistratura» dice, dosando le parole. Il socio di Malnati è , nato in un paese friulano vicino Palmanova, imprenditore immobiliare e proprietario del Palermo calcio, patron della catena Emmezeta, ora di proprietà della francese Conforama – che ha un grande magazzino anche a Vergiate.«Zamparini è un amico, ha sempre avuto una passione per Varese; con lui abbiamo recuperato altre costruzioni storiche, come le cascine Pogliaghi e la torre, entrambe al Sacro Monte. Avevamo tanti progetti in testa: con lui le due stazioni sarebbero già diventate realtà; con

tante opportunità di sviluppo per il territorio. Ora ha deciso di andare a investire all’estero, dove non gli mettono i bastoni fra le ruote». Frena la lingua, Malnati, ma il suo pensiero è per quel Piano Parcheggi del Comune di Varese di cui si discute fin dagli anni ’90, approvato nel 2001 e depositato nel 2005, «senza mai una critica contraria, nemmeno quella del Presidente della Commissione Paesaggio»; il riferimento è a che guida la protesta del comitato “No parcheggio”. Da sempre di fede ecologista, Malnati non commenta il danno che le mine potrebbero causare alla roccia sottostante: «Lascio ai tecnici il parere competente, ma il settore Lavori Pubblici del Comune poteva redigere un capitolato tecnico per la gara d’appalto solo in base a prove geologiche che dicano com’è il sottosuolo». Malnati ha ristrutturato anche l’immobile limitrofo all’area parcheggio, un condominio di pregio con box interrati: «Lavorando a pochi metri da qui non abbiamo trovato roccia, ma solo terra, pur andando sotto di quattro metri sotto il livello stradale». «In altri edifici che ho ristrutturato al Campo dei Fiori, che hanno parcheggi interrati, scavare la roccia non ha costituito alcuna difficoltà: con le tecniche di oggi la roccia la tagli come il burro».Scendiamo lungo una strada acciottolata, l’antica stradina che saliva da Velate al Sacro Monte, percorriamo dieci metri in linea d’aria, e ci ritroviamo al Piazzale Montanari.«Questo parcheggio è stato costruito come punto di arrivo per gli autobus qualche decina di anni fa: i nostri vecchi hanno deviato il corso delle acque intubandole, e creato un riempimento di terra. Ampliare il parcheggio qui sarebbe stata una buona idea: con le tecniche d’oggi volendo si può costruire perfino un aeroporto sul mare».

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