«La Garibaldi deve essere abbattuta Ma a Varese si conservi una sua traccia»

«La Garibaldi deve essere abbattuta
Ma a Varese si conservi una  sua traccia»

Segue con molto interesse l’annosa vicenda della caserma Garibaldi: «Questa mattina, in aereo da Bratislava, osservavo come da Trieste a Torino si percepisca quasi un’unica città, senza soluzione di continuità. Milano ha un hinterland enorme, ma Varese per fortuna possiede ancora una marcata identità, storica e culturale, e su questo deve fare forza».

Ascoltiamo Massimiliano Fuksas al telefono da Parigi, dove è appena arrivato in uno dei suoi tre studi, gli altri sono a Roma e Shenzhen, in Cina, e l’architetto di palazzo Armani nella Fifth Avenue di New York e del Nuovo Polo Fiera di Milano mette subito l’accento su una delle piaghe italiane, gli abusi edilizi, la “malattia da cemento” che ha purtroppo contraddistinto il nostro Paese dal dopoguerra in poi.

Potrebbe essere vero, ma non per la modernità dell’edificio, quanto per le brutture che gli starebbero intorno. In Italia non vogliamo capire di generare un preciso modello di sviluppo. Abbiamo costruito troppo e male. Se nel territorio nazionale ci sono 50 edifici progettati da grandi architetti è già molto. Si critica Calatrava, si parla male di Botta, ma non si osserva il disastro circostante.

Dopo aver rovinato buona parte delle nostre città, ora amministratori e opinione pubblica hanno timore di cambiare, di abbattere e ricostruire. Preferiscono nascondere la polvere sotto il tappeto con il progettare aree verdi oppure facendo demolizioni inappropriate e nuove costruzioni spesso inutili. Così ci si allontana dalla sperimentazione.

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