Roma, 3 nov. (TMNews) – Con lo slogan ‘Noi il debito non lo
paghiamo’ e contro “il capitalismo, gestito da banchieri,
speculatori e imprenditori senza scrupoli e definitivamente in
crisi”, oggi a Roma studenti delle superiori e dei collettivi
universitari tornano in piazza, nel giorno dell’apertura del G20
a Cannes.
L’appuntamento ‘ufficiale’ è alle 9 alla stazione Tiburtina, ma l’assembramento potrebbe essere anticipato a sorpresa. Da qui
partirà un corteo (non autorizzato dalla Questura) che
violando l’ordinanza del sindaco Alemanno passerà anche nel I
Municipio, per tentare un “assedio simbolico” a un ministero,
probabilmente quello dell’Economia in Viale XX settembre a Porta
Pia, il più vicino alla stazione. Nel corso della manifestazione
sono stati annunciati blocchi del traffico, occupazioni
simboliche di luoghi e spazi significativi, “segnalazioni” di
banche.
“Tutto si svolgerà in modo pacifico – dicono gli organizzatori – e in testa alla manifestazione ci saranno i book-block, i ‘libri scudi’ simbolo della conoscenza contro la repressione. Si farà di tutto per rimanere a volto scoperto, anche se certo poi non si può controllare persona per persona”.
In piazza ci saranno centinaia di studenti delle superiori (più di 20 le scuole che hanno aderito) e universitari. L’appuntamento a Tiburtina non è casuale, perchè l’idea è “partire dalle periferie e arrivare al centro, non tanto e non solo contro l’ordinanza di Alemanno, ma per avvicinarsi e assediare i palazzi del potere”.
Nell’appello che ha lanciato la mobilitazione, gli studenti
spiegano che “il costo della crisi di questo sistema non siamo
disposti a pagarlo, il debito contratto a seguito di meccanismi
spregiudicati di finanziarizzazione dell’economia abbiamo detto
forte che non ci appartiene. Siamo il 99% della popolazione
mondiale, significa che non possiamo e non dobbiamo pagare il
conto presentatoci da quell’1%, dalle grandi banche e dalle
corporations, dalle lobby politiche e dagli enti sovranazionali
non eletti da nessuno. Riteniamo doveroso, dunque, dichiarare
illegittimi questi provvedimenti e ribadire ancora una volta il
nostro diritto di manifestare, di esprimerci, di ribellarci”.
“E’ di questi giorni l’ufficializzazione di nuovi e pesanti piani di austerity da parte del nostro governo che, cedendo con piacere ai ricatti della BCE, torna a parlare di licenziamenti facili e pensioni a 67 anni. E noi dovremmo stare a guardare? Non ci fate paura, siamo solo un po’ più incazzati”, concludono i collettivi.
La Questura ha predisposto un piano di sicurezza in grado di
gestire ogni iniziativa a sorpresa. Il corteo non è autorizzato e il questore in una nota ha sottolineato ieri che “scendere in piazza senza preavviso potrebbe esporre a responsabilità penali, civili ed amministrative” e ha invitato “i promotori a prendere contatti con l’Ufficio di Gabinetto, per definire le modalità delle manifestazioni eventuali, al solo scopo di garantire e conciliare il diritto, previsto dalla Costituzione e dalle leggi di pubblica sicurezza, a manifestare il dissenso rispetto a temi
specifici con le aspettative di quanti continuano a vivere la
città nel quotidiano con i suoi servizi”.
Sav
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