Buoni postali dimezzati, il caso approda in Senato. «Risparmiatori ingannati. Il Governo faccia chiarezza» sostiene del senatore leghista , che ieri ha preso la parola a fine seduta dopo la discussione sulla conversione del decreto “Destinazione Italia”, annunciando un’interrogazione sul caso sollevato dalle associazioni dei consumatori.
Un caso peraltro destinato ad ampliarsi, visto che molti dei buoni fruttiferi postali trentennali, i cui rendimenti sono stati tagliati dal 20 al 50% rispetto alle aspettative previste nel contratto sottoscritto dai risparmiatori, andranno a scadenza nei prossimi mesi.
In Senato, Stefano Candiani chiede «l’interessamento del nuovo ministro dell’economia e delle finanze per chiarire questa vicenda, che assomiglia molto ad un raggiro che approfitta dei risparmi delle persone comuni, e non delle rendite speculative. È questo l’aspetto che più colpisce, perché i buoni postali sono da sempre un oggetto di tutela del risparmio».
Ecco perché a breve il senatore di Tradate presenterà un’interrogazione parlamentare: «Non appena insediato il nuovo Governo – annuncia – mi aspetto innanzitutto una presa di coscienza e dei chiarimenti su questa incresciosa situazione».
Intanto l’avvocato , che è originaria di Saronno ma esercita a Novara, sta già seguendo alcuni casi di risparmiatori della provincia di Varese che hanno avuto l’amara sorpresa del taglio dei rendimenti dei loro buoni fruttiferi postali sottoscritti negli anni tra l’83-84 e il 1986, quando il decreto Gava-Goria impose la riduzione unilaterale dei tassi d’interesse.
Una prima azione legale, avviata presso il giudice di pace di Novara, con la richiesta di ingiunzione di pagamento nei confronti di Poste Italiane per ottenere la differenza tra quanto pattuito originariamente e quanto effettivamente rimborsato, ha avuto esito positivo, così come sono stati già depositati o sono in attesa di deposito analoghi decreti ingiuntivi di altri giudici di pace che danno ragione ai consumatori.
La società pubblica ha presentato ricorso in opposizione al decreto ingiuntivo: «La causa di opposizione è ancora in corso e attendiamo l’esito» rivela l’assistente dell’avvocato Buffoni. «Per ora si è aperto uno spiraglio, mentre le segnalazioni continuano ad aumentare».
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