La carica degli ottocento scout «Qui crescono i buoni cittadini»

La carica degli ottocento scout
«Qui crescono i buoni cittadini»

«Essere scout significa mettere le basi per diventare buoni cittadini». È il parere unanime dei capi che ieri hanno accompagnato in San Vittore i ragazzi che frequentano i nove gruppi scout della provincia.

In totale, sul sagrato della basilica, si sono riunite 773 persone tra lupetti, adolescenti, ragazzi più grandi e guide. L’occasione era quella di festeggiare il thinking day, giorno in cui si ricorda la nascita del fondatore dello scautismo e della moglie Olave che nacquero entrambi il 22 febbraio. Nello stesso tempo si prega e si raccolgono offerte che vengono devolute ai Paesi del mondo che hanno più difficoltà a organizzare gruppi scout.

Anche il presidente del consiglio era uno scout: l’esperienza gli sarà servita per la sua carriera politica? «Secondo me sì, anche perché non è il primo scout che è diventato famoso – dice a, coordinatore della zona di Varese – L’esperienza degli scout aiuta a prendersi delle responsabilità e a saperle gestire».

E ancora: «Entrare negli scout significa imparare a leggere lo ambiente e agire di conseguenza». Non sarà un caso se tutti coloro che sono stati scout ne abbiano tratto insegnamenti utili per la vita.

«Per me essere un capo scout significa essere un modello per i ragazzi più giovani e riuscire così ad accompagnarli nel proprio cammino di crescita – dice , capo scout del gruppo lago di Varese – Lavoro nel campo farmaceutico e posso dire che l’esperienza degli scout mi è stata utilissima per lavorare in team e organizzare il lavoro».

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