– Alle primarie di centrosinistra la sfida sarà tra e . I due esponenti del Pd, al momento gli unici ufficialmente candidati, saranno con ogni probabilità gli unici due democratici in corsa. Sempre più improbabile, secondo le ultime indiscrezioni, un ripensamento del deputato, che aveva annunciato mesi fa, non senza stilettate polemiche, il ritiro della disponibilità a candidarsi.
Improbabile anche una candidatura del consigliere comunale , esponente dell’area renziana, a causa della frammentazione della sua corrente. I supporters del premier, che a Varese città sono in minoranza rispetto all’area ex bersaniana, sono divisi in almeno tre “tronconi”.
Una buona parte confluirà a sostegno di Galimberti, un’altra sostiene Civati, e infine la parte dirigenziale continuerebbe a cercare di individuare un candidato civico tra esponenti degli ordini professionali e altri livelli della società civile.
In quest’ultimo caso, tuttavia, incassando, a quanto si apprende, soprattutto rifiuti.
La corsa, per quanto riguarda quindi gli esponenti del Pd, potrebbe finire per limitarsi a Galimberti e De Simone. Non bisogna dimenticare tuttavia che si tratterà di primarie di coalizione, e quindi arriveranno con ogni probabilità candidati di altri partiti e di formazioni civiche. Quella più probabile viene dal Comitato Varese2.0, che si è sempre dimostrato interessato a correre alle consultazioni del centrosinistra, per rafforzare l’alternativa all’amministrazione uscente, che il comitato ha duramente contestato.
In questo caso, la figura che probabilmente si candiderà è quella di , portavoce del comitato.
La presentazione delle candidature ufficiali dovrebbe avere come limite di tempo la fine di settembre. Per arrivare poi alle consultazioni che secondo programma dovrebbero svolgersi per la metà di novembre. Con l’inizio di settembre tutti gli ultimi passaggi per determinare le regole saranno fatti. Intanto, il segretario cittadino del Pd sta lavorando insieme ai dirigenti del suo partito alla creazione della coalizione che si presenterà agli elettori. E che quindi dovrà recarsi al voto per le primarie. La grande incognita rimane quella di Ncd, che tuttavia sembrerebbe, secondo anche le ultime uscite del coordinatore provinciale, orientato verso il centrosinistra. Paris in un’analisi si
dice convinto che la sfida elettorale della prossima primavera si risolverà al ballottaggio: «Ragionando sulla fondata ipotesi che la sfida si risolverà al ballottaggio tra il candidato sindaco sostenuto dalla coalizione che comprende il Pd e tra il candidato sostenuto dalla coalizione che farà riferimento alla Lega, determinante sarà il voto di chi al primo turno si è espresso per altri candidati».«Si può ipotizzare che, come ora avviene a livello nazionale, le forze politiche e gli elettori più moderati si possano riconoscere in una posizione più “di governo” e meno “di lotta” e quindi potrebbero votare per il candidato della coalizione democratica e civica».
«Dall’altro lato – prosegue – non costituirebbe sorpresa se, come avvenuto senza troppo clamore in altre realtà, il M5s consigliasse ai suoi elettori di votare Lega, in nome del “tanto peggio tanto meglio” (si veda la recente richiesta della Lega al M5S di aderire alla protesta per “bloccare” l’ Italia) e dell’avversione viscerale che questo partito nutre attualmente verso il Pd».
«Molto dipenderà anche dal candidato che sceglieranno i cittadini attraverso le primarie della coalizione democratica e civica: quest’ultimo dovrebbe ragionevolmente essere uno dei due candidati presenti alla sfida del ballottaggio nella primavera del 2016 a Varese» conclude.












