#DonandoMiSento Il resto mettetelo voi

#DonandoMiSento
Il resto mettetelo voi

Chi, almeno una volta nella vita, ha avuto il modo di donare il sangue, ci capirà al volo.

Perché c’è quella sensazione particolare che si prova, un attimo prima di alzarsi dal lettino con la testa che gira un po’, nel guardare quella sacca rosso vivo che l’infermiera tiene tra le mani. Una sensazione strana, un misto tra euforia e orgoglio, che ti prende dentro e ti fa sentire grande. La donazione di sangue è uno degli esempi più pratici del termine “altruismo”: si rinuncia a qualcosa di nostro per darlo a chi ne ha bisogno, si aiuta qualcuno che sta male a strare meglio, si salva una vita, si regala un sorriso. E soprattutto, si dona a occhi chiusi: non sappiamo a chi andrà il nostro sangue, e questa è la cosa più bella.

La donazione ha la sua ritualità: la sveglia senza colazione, l’odore dell’ospedale, quell’attimo di dolore dell’ago che entra e che rende tutto più eroico. Poi quel camminare a tre metri da terra verso la saletta magica dove si mangia il panino più buono del mondo, si addenta un cioccolato che così dolce non era mai stato, si buttano giù tre bicchieri di succo di frutta uno dietro l’altro.

Donare il sangue è anche donare a se stessi. Andiamo verso la giornata mondiale del donatore, e vogliamo chiedere all’esercito dei volontari Avis di raccontarci cosa sentono in quel momento. Quando l’ago esce, e con mezzo litro di sangue in meno nel corpo ci si accorge di essere uomini migliori.

Scrivetecelo: sulla nostra pagina Facebook e su Twitter, raccontandoci in poche righe o con una foto le vostre sensazioni, introducendole con l’hashtag #DonandoMiSento. Pubblicheremo tutto in una pagina speciale su “La Provincia di Varese” in edicola sabato 14 giugno.

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