VARESE «Ora bisogna trovare una quadra. Avete un mese di tempo per farlo». È un Giuliano Bignasca insolitamente diplomatico quello che parla dal suo ufficio luganese. Incassata la vittoria, quasi tutta griffata Lega dei Ticinesi, sul congelamento di metà dei ristorni sembra quasi aver deciso di non voler inferire. Badando al sodo, piuttosto che alla propaganda. «Voglio dirlo chiaramente. Non abbiamo alcun problema con i comuni di confine. Ma quella di bloccare parte dei ristorni per noi era una delle poche armi a disposizione. Alcuni dicono sia stata usata come una clava. Io penso piuttosto come un grimaldello. Con un solo obiettivo: obbligare l’Italia, anzi il ministro Giulio Tremonti, a sedersi a un tavolo e a trattare. Bisogna trovare una soluzione. Di questo ho già parlato con diversi esponenti della Lega Nord e loro lo sanno». Sta dicendo che il problema non sono né i ristorni, né i frontalieri?Diciamo che quei 45 milioni di euro per il Cantone sono briciole. Sappiamo benissimo che si tratta di fondi che sono destinati ad arrivare nelle casse dei vostri comuni tra un anno. Non subito. Quindi non mandiamo per aria nessun comune. Al punto che, posso dire con una battuta, potremmo anche prestare a qualche comune i fondi, se il ritardo dovesse prolungarsi. Altro discorso è la quota dei ristorni: ci sono frontalieri che ormai di fatto risiedono in Svizzera. Vanno calcolati, perché allora, in
quei casi, non ha senso ristornare il 38,8%. Ma qualcosa di meno. Solo per una questione di rispetto.Bignasca, oggi sembra stranamente generoso…Dovete capire una cosa: io credo che i ristorni non debbano più passare per Roma. Ma arrivare direttamente a comuni ed enti. Fosse così non li avremmo mai bloccati. Ma quand’è che il Nord farà la secessione?Perché allora questo atto d’ostilità?Perché non si poteva non reagire. Tremonti probabilmente non ha ben compreso quello che ha fatto. Non possiamo tollerare l’attacco alla nostra piazza finanziaria in silenzio. Ci sono in gioco posti di lavoro. Se il suo problema è reperire risorse per tenere in piedi i vostri conti statali, bene, parliamone. Possiamo ipotizzare, per i capitali non scudati, una sorta di una tantum più una tassazione fissa annuale. Definita da esperti indipendenti. Ma basta fiscovelox, pedinamenti dei finanzieri e via subito dalla black list. Non crederete mica di poter portare avanti le stesse misure restrittive della Germania. Non siete nelle condizioni di farlo. Ma si riuscirà a trattare, conoscendo la fermezza di Tremonti?Lo spero per voi. Perché questi sono paletti indiscutibili. E quelli della Lega Nord lo sanno. Però la questione deve essere discussa tra Roma e Berna. E Berna deve ascoltare le condizioni del Ticino. E se non dovesse andare così?Un accordo si troverà. Anche perché la gente comincia ad essere incazzata. Da un lato e dall’altro del confine. Alessio Pagani
s.bartolini
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