Il Ticino attacca, la Lega lo difende «La sanità? Parlano del Sud»

Il Ticino attacca, la Lega lo difende
«La sanità? Parlano del Sud»

In Svizzera si denigra ancora una volta l’Italia. Ma i politici leghisti si schierano con i populisti d’oltreconfine: «Fanno solo i loro interessi. Dovremmo imparare anche noi lombardi a fare i nostri».

Earriva a dire: «Anche noi lombardi non siamo italiani. Dovremmo prendercela pure noi contro l’Italia, che danneggia la nostra immagine all’estero». Ma che fine ha fatto la Regio Insubrica?

All’indomani della controversa campagna propagandistica “No alla sanità all’italiana”, i politici leghisti al di qua del confine non fanno altro che rinfocolare l’incendio fatto divampare dal Ticino.

«Come fare a non dar loro ragione? – le parole del senatore del Carroccio – è giusto che gli svizzeri difendano i loro interessi, sono gli italiani che dovrebbero iniziare a fare gli interessi degli italiani. Qualcuno in Lombardia può forse difendere la sanità della Campania o della Calabria?».

L’esponente leghista rilancia la palla ai politici locali del Pd: «I rapporti tra Lombardia e Canton Ticino qui non c’entrano proprio. Sono i vari Marantelli e Alfieri che dovrebbero dirci come conciliano gli interessi dei lombardi con quello che sta facendo il Governo, sovraccaricando di costi sociali il Paese, vedi il caso dei profughi. Noi lo diciamo da sempre, che prima deve venire il Nord».

Insomma, par di capire che quello slogan propagandistico suscita qualche invidia, più che indignazione, tra i leghisti varesini.

«Dobbiamo renderci conto che chi abita a Bellinzona e non si sposta abitualmente oltreconfine per venire dalle nostre parti, dell’Italia conosce soprattutto quello che vede nelle sette tivù generaliste nazionali e poco più» fa notare Dario Galli, commissario straordinario della Provincia di Varese.

«Quello che gli svizzeri pensano dell’Italia è proprio tutta quella roba lì, perché pur sapendo che la sanità lombarda è più che decorosa, anche se non perfetta, oltreconfine vengono a sapere anche dei deficit della sanità laziale e campana e degli episodi di malasanità che avvengono in Calabria e in Sicilia. Anche la nostra stessa immagine viene danneggiata dall’Italia».

In questo quadro la Regio Insubrica «dovrebbe accomunare realtà territoriali che hanno più vicinanze di quelle che non hanno Lombardia e resto d’Italia». Eppure per il Pd lombardo, nelle parole del consigliere regionale, si tratta di «una campagna dettata più per parlare alla pancia degli elettori che non sui dati reali. Che dicono che molti cittadini svizzeri usufruiscono anche della sanità lombarda e italiana».

D’altra parte in Svizzera ai rapporti transfrontalieri ci tengono, a livello istituzionale: dal primo settembre entrerà in azione il nuovo delegato per i rapporti transfrontalieri del Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Si chiama e vanta una carriera “diplomatica” nell’ambito del dipartimento degli affari esteri del Cantone.

«Non mi sento per nulla un pompiere – afferma Quattrini a proposito del delicato ruolo che sta per prendere in carico – Non si creda che, nominato il delegato, metterà tutto a posto e frizioni non ce ne saranno più. È una figura con cui il Governo cantonale getta le basi per una strategia di medio e lungo termine, perché la politica transfrontaliera è un tema prioritario per gli anni a venire».

Come fa Regione Lombardia con la commissione speciale guidata da . Le polemiche però continuano a divampare.

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