Roma, 5 feb. (Apcom) – Continua il pressing sul Quirinale da
parte di Italia dei Valori sul Quirinale. Antonio Di Pietro
scrive una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio
Napoltano per denunciare come il Governo di Silvio Berlusconi
starebbe per realizzare, dopo la serie di ‘leggi ad personam’,
“un nuovo poker di porcherie alla sudamericana” con
“mortificazione del Parlamento”, a partire da “una vera e propria
occupazione della Rai” da parte di un Presidente del Consiglio
che è anche dominus del sistema di informazione privata
“Signor Presidente – si legge nella lettera aperta a Napolitano
che Di Pietro pubblica sul proprio blog- ci sia permesso
segnalarLe, nella sua qualità di garante della Carta
Costituzionale, che, a nostro avviso, il Governo Berlusconi sta
per porre in essere un altro strappo alla Costituzione. Egli ha
gi piegato a s il Parlamento con il ricorso massiccio ai decreti
legge e al ‘voto di fiducia obbligato’. Ha gi occupato
l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di
interessi. Ha gia’ mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra
miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio
dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Ora,
con un colpo solo, si accinge ad un “poker di porcherie” degno
del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del
Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo
di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle
intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti
parlamentari”.
“Occupando la Rai – denuncia Di Pietro- i cittadini non potranno pi sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico. Modificando i componenti della Corte dei Conti che ha il compito specifico previsto dalla Costituzione di controllare i conti della Pubblica Amministrazione – si mette anche tale organismo sotto il controllo
dell’Esecutivo che, quindi, potr falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo. Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalita’ organizzata. Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell’Esecutivo”.
“Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale
Governo – denuncia Di Pietro- sembra ricalcare pi le orme del
partito nazionalsocialista tedesco degli anni ’30 che quelle di
una democrazia fondata sul diritto. Ci sia premesso di chiederle
rispettosamente ma con fermezza di non rimanere in silenzio e di
intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima
che sia troppo tardi”.
Tor
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