«Alla luce del caso de “Loca Ubriaca”, anche noi commercianti potremmo appellarci all’articolo 14 del regolamento di Polizia Locale per quanto riguarda il mercato borsino che per oltre 250 giorni all’anno, per lo più di sabato, ci vede avere a ridosso delle nostre vetrine bancarelle di ogni tipo».
Prosegue sia sul web che tra i commercianti la polemica nei confronti della sentenza del Tar che ha revocato la licenza di occupazione del suolo pubblico a Loca Ubriaca perché, in particolare, gli ombrelloni non permetterebbero una completa visuale sull’insegna che indica dove si trova la farmacia di piazza Carducci.
Sono in molti su Facebook a ricordare che le bancarelle del mercato bosino oscurano le vetrine dei negozi del Corso e che la loro presenza potrebbe essere d’intralcio al passaggio dei mezzi di soccorso.
«Ma abbiamo sempre usato il buon senso – precisa, titolare di alcuni negozi di abbigliamento in centro città – Anche i venditori ambulanti sono lì a lavorare. Certo che le bancarelle oscurano le nostre vetrine, ma se dovessimo ragionare tutti pensando solo al nostro orticello, Varese non vivrebbe più».
Intanto, il titolare del bar questa settimana ha deciso di tenere chiuso il locale durante la pausa pranzo. «C’è comunque poca gente in giro in questi giorni e senza tavolini, quando non piove, chi viene da me a pranzare quando può farlo seduto all’aria aperta a pochi metri di distanza?».
Il divieto di occupazione di suolo pubblico nelle due scorse settimane ha fatto registrare a , proprietario, un calo di fatturato di 3.500 euro a settimana rispetto allo stesso periodo del 2012 e del 2013.
«Mettiamo anche che il mal tempo abbia giocato a nostro sfavore, ma di fatto abbiamo visto un calo non indifferente durante le ore diurne e serali. Tanto che sono stato costretto di giorno a passare da tre a due dipendenti presenti».
Intanto dal Comune fanno sapere che stanno cercando di individuare soluzioni alternative che possano andar bene sia al titolare della farmacia, il ricorrente al Tar, sia al proprietario de “Loca”.
«Questa licenza di occupazione del suolo pubblico – spiega l’assessore al Marketing, – é stata rilasciata prima che io diventassi assessore. Dal 2011, infatti, prima di rilasciare autorizzazioni di questo tipo chiediamo sempre che ci sia un accordo tra l’esercente richiedente l’occupazione di suolo pubblico e gli esercizi nelle vicinanze».
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