Prima dell’amichevole con l’Omegna il Varese riceve in omaggio le damine, uno dei tre dolci tipici della città piemontese, insieme alle duchesse e alle imperialine. Nel centro storico del borgo affacciato sul lago d’Orta convivono, fianco a fianco, storiche pasticcerie e rivenditori di kebab.
Capita anche di incontrare una donna col burka che si mischia, passando quasi inosservata, alle graziose ragazze del posto, vestite all’ultima moda ma con quell’eleganza antica e altera che ricorda le damine di un tempo.
Ma il Varese di Stefano Bettinelli non è arrivato a Omegna in gita e non può concedersi nessun tipo di distrazione. La concentrazione è alta perché il campionato è alle porte: l’anticipo Perugia-Bologna di venerdì 29 agosto aprirà la B, che ieri ha comunicato le date e gli orari di tutta la stagione (la prima giornata si gioca alle 20.30).
E prima c’è l’impegno di Coppa Italia con l’Entella, che sta molto a cuore al Varese, come si capisce dalle parole di Andrea Cristiano: «Dobbiamo passare il turno, anche perché proseguire in Coppa significa andare a giocare all’Olimpico, sempre che la Lazio batta il Bassano».
L’esterno è carico e fa capire come la vera forza dei biancorossi risieda nello spirito di squadra: «Abbiamo trascorso in Valle d’Aosta un ottimo ritiro e anche nelle amichevoli siamo stati sempre all’altezza. In Coppa abbiamo subito due gol dalla Juve Stabia, ma abbiamo sofferto poco. Il nostro gruppo è unito e sano e la salvezza conquistata l’anno scorso ai playout ci ha rafforzati mentalmente. Sappiamo soffrire e non ci spaventa il lavoro, che è anzi il nostro pane. Il merito è di Stefano Bettinelli».
L’allenatore dei biancorossi ripete spesso che «senza ali non si vola» e Cristiano è proprio un esterno di centrocampo, anche se sa adattarsi benone a fare il terzino: «Bettinelli pretende ampiezza nel gioco e io cerco sempre di dare il meglio per accontentarlo, come ho fatto anche quando mi ha chiesto di arretrare in difesa. Può capitare di sbagliare un passaggio, come è successo domenica in Coppa, ma non bisogna mai sbagliare atteggiamento: questo lo teniamo sempre bene a mente, tutti. Non ci stuferemo mai di lottare su ogni pallone e di dare il massimo in un campionato che incomincerà con tre punti di penalizzazione: questo però è uno stimolo in più per partire nel modo migliore».
Come ha fatto capire Cristiano, nel calcio e nella vita è la testa a fare la differenza. Lo rimarca anche Oliviero Di Stefano: d’ora in poi sarà prevalentemente lui a parlare, perché Bettinelli non ha il patentino di prima categoria.
Il messaggio del secondo allenatore è chiaro: «Tutte le partite servono ad assimilare il giusto aspetto mentale, che si coltiva con lo spirito di squadra: correre su tutti i palloni e non mollare di un centimetro è il nostro compito. Siamo sulla buona strada ma possiamo ancora migliorare».
Chi è inossidabile nel puntare instancabilmente alla propria crescita personale è il veterano Gianpietro Zecchin: «So di avere responsabilità verso i giovani e so che cosa si aspetta da me l’allenatore. Il calcio è anche divertimento e questo gruppo ha tutti i numeri per viverlo nella maniera migliore».
L’ala ha talento da vendere, settimana scorsa al Parma ha fatto gol direttamente dal calcio d’angolo. Ci riproverà in campionato? «Quando sono davanti alla bandierina io tiro sempre per gli altri. Non è l’io, ma il noi la nostra forza. E questo da tanti anni».
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