VARESE Meno servizi o biglietto più caro? Messa in questi termini sembrerebbe di dover scegliere tra la padella e la brace, ma per i varesini che usano il trasporto pubblico anche questa alternativa è un lusso e a conti fatti si trovano a dover sganciare di più con meno servizi a disposizione. O meglio: i rincari corrono sui binari delle ferrovie Nord e Stato (Trenord) mentre la riduzione delle corse è circoscritta al servizio urbano di autobus. Ma il risultato complessivo non cambia: oltre al danno, anche la beffa.A imporre l’alternativa tra la riduzione del servizio o l’aumento delle tariffe sono i tagli ai servizi di trasporto pubblico decisi con la scorsa Finanziaria al governo e che si ripercuotono a cascata su Regione e Comune. Partiamo da qui, dal Comune, che ha il compito di gestire la mobilità cittadina: il dilemma è stato affrontato nello scorso mese di marzo tra la precedente amministrazione e la Tuv (trasporti urbani varese) che da settembre ha in gestione il servizio. Ma gli effetti si sono visti a partire da questa settimana: «I soldi a disposizione del servizio sono diminuiti e per evitare nuovi rincari dopo quelli di febbraio decisi dalla Regione Lombardia (+12%, ndr) abbiamo deciso di ritoccare il servizio, facendo partire già da luglio l’orario estivo solitamente riservato al mese di agosto», spiega Sandro Laudi, presidente della Tuv. Il risultato nella pratica è che
a partire da lunedì sono state soppresse tutte le corse in partenza prima delle 6 del mattino e utilizzate soprattutto dai lavoratori turnisti di grandi realtà come Lindt, BTicino e ospedali, con conseguente disagio per centinaia di utenti costretti a prendere l’auto o a chiedere passaggi non sempre comodi ai colleghi. «Ci rendiamo conto dei disagi e ce ne dispiace», commenta Laudi, che proprio ieri ha avuto un incontro con il neo assessore comunale alla partita, il vicesindaco Carlo Baroni: «Per questa stagione ormai abbiamo le mani legate, ma da settembre stenderemo un nuovo sistema articolato su due soli orari, scolastico e non scolastico, in modo da non creare più di questi disagi frutto di una gestione su tre orari (anche festivo, ndr), che abbiamo purtroppo ereditato dalla precedente gestione».Discorso diverso invece vale per i treni, dove gli aumenti del 9,09% decisi dalla Regione «per mantenere in equilibrio finanziario il sistema senza tagliare i servizi» ha ricordato ieri l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, scattano dal prossimo 1 agosto. Rincari che si sommano a quelli di febbraio facendo registrare in totale nel 2011 un +23% su biglietti e abbonamenti (ad esempio quello tra Varese e Milano delle Nord passa da 71 a 87,30 euro al mese). «Aumenti mai registrati prima – protesta il consigliere Regionale del Pd Stefano Tosi – in più c’è il rischio di ulteriori tagli da parte del governo per il 2012».
s.bartolini
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