C’è un sole abbagliante Ma quante ombre

Per fortuna c’è Tiziano Masini. Ieri è stato avvistato in spiaggia a quaranta gradi ma addosso aveva la maglia biancorossa con la scritta Oro in Euro. Quello sponsor che per la prima volta non è uno sponsor, ma un prolungamento stesso del cuore, un cuore fuso nell’Oro della maglia.

Per fortuna c’è Nicola Laurenza che oggi alle 10 aprirà la fila dei primi abbonati davanti alla Casa del Disco per comprarsi la sua tessera: mai un presidente del Varese aveva cercato di fondersi e confondersi in mezzo alla gente, quasi che lui e loro fossero un’unica persona. Quasi si sentisse a suo agio – ricavandone forza – solo in mezzo a questi tifosi che considera quasi suoi “superiori” diretti.

Che, però, ci chiedono e si chiedono.

1) Da dove sbucano i debiti della società comprata da Laurenza? Quanti sono (3 milioni o 8: c’è una bella differenza)? Chi li ha accumulati? Come e perché? Se il mercato si è sempre chiuso in attivo, con cessioni e ricavi eccellenti (da Pisano a De Luca e Nadarevic), se i contributi tv non sono mai scesi sotto i 5 milioni a stagione sfiorando gli 8 (e l’ultimo Varese ne costava, in tutto, 5), quale direzione hanno preso tutti quei soldi? Da dove nasce il buco di bilancio?

2) Soci napoletani: dovevano acquistare il Varese – perché non l’hanno fatto? – poi sono spariti o stanno sparendo. E le loro quote? I loro sponsor? Cercano altri lidi dove approdare, come altri al Varese – invano – hanno fatto?

3) Dopo il biennale a Calil e il triennale a Lupoli, sarebbe in arrivo un biennale a Blasi (dopo i biennali firmati dai dirigenti). Sette anni di contratto, con tutto il rispetto, a “nessuno”, perché al Varese e a se stessi devono ancora dimostrare tutto.

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