Ebagua: «Addio biancorossi Sogno il Varese in serie A»

Un nuovo giovane per il Varese che, ieri, ha preso Rodrigo Ely.

Il difensore, che compirà 20 anni il prossimo 3 novembre, arriva dal Milan: subito dopo aver rinnovato il contratto con la società rossonera, siglando un triennale, è stato girato in casa dei biancorossi che hanno vinto la concorrenza dell’Avellino (il suo compenso annuo è di 120 mila euro). è prestante fisicamente, essendo alto un metro e 88, e nella passata stagione era in prestito alla Reggina (27 presenze e 1 gol): conosce, dunque, già molto bene la serie B e a Varese dovrà consacrarsi.

Come , altro difensore centrale in arrivo dall’Inter: classe ’94, può giocare anche da centrocampista.

Memushaj e Bonazzoli: mah…

Ieri ai biancorossi è stato accostato anche il nome di , centrocampista albanese del Lecce, e quello di , 34 anni, svincolato dal Padova e contattato dal ds Milanese. Ma la vera notizia della giornata riguarda l’addio di .

L’attaccante nigeriano, non ancora svincolato dal Varese, era comunque sul piede di partenza e ha scelto di andare allo Spezia: «È vero – fa sapere – dopo il mercato di gennaio avevo firmato il rinnovo per due anni con una clausola che avrebbe facilitato la mia partenza. Ho preferito lo Spezia al Verona dove avrei trovato una concorrenza agguerrita: io, e ci saremmo giocati il posto, mentre in Liguria so che hanno voglia di puntare su di me. Me lo ha fatto capire : il nuovo allenatore che mi ha già telefonato».

Ebagua saluta Varese e ci tiene a farlo con la sua genuina schiettezza, esternando tutto quello che ha dentro: «Ringrazio tutta la città, in cui mi sono sentito accolto come in una famiglia. E ringrazio i tifosi che hanno saputo volermi bene e starmi vicino, ascoltandomi e capendomi. Ringrazio chi mi ha applaudito e ci tengo a far sapere che questa maglia mi rimarrà sempre nel cuore: è troppo importante e non la dimenticherò mai».

Giulio sa di essere entrato nella storia del Varese perché proprio nella passata stagione è riuscito a scalare la classifica dei marcatori biancorossi di tutti i tempi, superando il leggendario (38 gol in 37 partite di un solo campionato) e raggiungendo quota 41 reti (siglate in tre tornei, senza contare i due gol nei playoff per la B del 2010 e i tre gol messi a segno in coppa Italia). Un’impresa per cui sarà ricordato: «So che la gente non mi dimenticherà e io mi terrò sempre dentro il Varese. La mia squadra del cuore è il Torino, per cui c’è un grande amore, ma in biancorosso ho scoperto un’altra passione splendida che mi resterà appiccicata nell’anima». Infine, Ebagua parla di e di un suo sogno: «Il nuovo presidente mi piace perché è un tifoso che ama la maglia. State tranquilli, farà il massimo per portare in alto la squadra, dove merita di stare. Spero che alla fine della stagione che sta per incominciare possa accadere qualcosa di grande. Che cosa? Dai che lo indovinate: la doppia promozione in serie A del Varese e dello Spezia».

Dunque, Giulio Ebagua è un ex, anche se le sue parole, spontanee come sempre, fanno capire che il biancorosso gli entrato nel cuore. Come a tanti altri ex, a partire da : amico fraterno dell’attaccante nigeriano e rifondatore del Varese dopo il fallimento del luglio di nove anni fa. Del resto, la magia di questa squadra, che nella sua storia ultracentenaria è passata spesso dalla polvere agli altari e viceversa, è unica. Come unici sanno essere i suoi tifosi che venerdì potranno abbracciare il Varese di in piazza Monte Grappa, nel cuore di una città che ha voglia di vestirsi di biancorosso.

© riproduzione riservata