Il consigliere regionale pasteggia a champagne e presenta lo scontrino per farsi rimborsare dalla Regione Lombardia.
Ma l’ex capogruppo varesino del Pdl messo sotto accusa dalla Corte dei Conti per aver procurato un danno erariale all’ente del Pirellone ribadisce la sua linea difensiva: «Tutto regolare, era previsto dalla legge regionale sui rimborsi. Arriverà un giudice che riconoscerà le nostre ragioni».
Nuova ondata di notifiche degli inviti a dedurre da parte della procura della Corte dei Conti della Lombardia, che contesta il danno erariale ai consiglieri regionali coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano avviata lo scorso dicembre. Gli inviti a dedurre contengono le contestazioni delle spese rimborsate in modo illegittimo, a dire della Corte, e danno ai consiglieri 45 giorni di tempo per depositare le loro spiegazioni sulle spese contestate.
È il secondo “round” della vicenda, che tocca altri sette ex consiglieri regionali di maggioranza (i pidiellini Paolo Valentini, , e e i leghisti , e ), a cui vengono contestati 500mila euro di rimborsi non dovuti. Vanno ad aggiungersi a , , (Pdl), , e (Lega), che a maggio avevano ricevuto la notifica degli inviti a dedurre per un ammontare di rimborsi ritenuti illegittimi pari a mezzo milione di euro.
Nel caso di Valentini, la somma contestata è pari a 195 mila euro per il periodo 2008-2012. In gran parte per pranzi e cene, alcuni dei quali vengono definiti «del tutto singolari», visto che negli scontrini che la Guardia di Finanza aveva acquisito lo scorso autunno rientrano spese come «un pasto per due con bottiglia di vino Gaja Alteni da 80 euro e champagne Bollinger».
«Ma è sempre la solita storia, come a dicembre – ribatte l’ex capogruppo del Pdl – si tratta ancora una volta dei rimborsi spese per il periodo dal 2008 al 2012, tutti i rimborsi spese che avevamo chiesto alla Regione. Gli stessi file che erano entrati a far parte dell’inchiesta della Procura sono stati ricopiati pari pari in questa nuova azione della procura della Corte dei Conti».
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