VARESE Basta, mollo tutto e me ne vado. Una frase che in molti, almeno una volta nella vita, si sono trovati a ripetere quasi fosse un mantra. C’è chi, invece, ne ha fatto un vero e proprio slogan. Come Dario Fiorino, varesino di 34 anni, che dopo anni di lavoro in Svizzera ha deciso di dare una svolta alla sua vita e portare il made in Italy nel mondo. Tutto grazie a un’idea nata dalla Carpigiani Gelato University di Bologna, un centro internazionale di formazione nel settore della gelateria e pasticceria artigianale. Proposto per la prima volta quest’anno, ha riscosso notevole successo proprio grazie a chi, desideroso di tentare una strada alternativa, ha partecipato alle quattro settimane di corso proposte dall’azienda. Tra questi anche Dario Fiorino, varesino ora residente a Malnate: «Lavoro per un’agenzia farmaceutica a Lugano – racconta – ma ho deciso di cambiare vita». Sua moglie, brasiliana, ha dato il suggerimento giusto: «Abbiamo pensato di trasferirci in Brasile e vivere là – continua Dario – L’idea di aprire una gelateria l’ho sempre avuta e queste lezioni mi hanno dato la chiave per realizzare il mio sogno. Un sogno che ho fin da bambino». Un desiderio ben progettato dunque che, proprio per questo, può diventare più realizzabile: «In queste settimane di corso ci hanno insegnato a costruire anche un business plan ad
hoc per l’estero – continua il 34enne – Una preparazione dalla “a” alla “z” per garantire non solo la qualità del gelato ma la riuscita dell’intero progetto». Economia e marketing, ma anche tanta fantasia e innovazione: «Una parte molto interessante è stata riservata alle fusioni per creare gusti molto particolari e nuovi – spiega il varesino – Tra questi abbiamo sperimentato il limone e basilico, il caffè bianco e il cioccolato insieme alla banana». Una vera leccornia per i buongustai di tutto il mondo. «Io e mia moglie abbiamo intenzione di aprire una gelateria nella zona nordest del Brasile – dice – e già a dicembre speriamo di trovare il posto più adatto per farlo». Portare la qualità del gelato artigianale oltre i confini italiani non è un’impresa certo da poco. Lo sa bene Kaori Ito, direttrice della Carpigiani Gelato University: «Il corso che abbiamo proposto rispecchia un progetto ambizioso per contenuto e formazione – dichiara la direttrice – Perché si sa, non basta essere un ottimo gelatiere per avere successo. Serve avere anche i mezzi imprenditoriali». Un bisogno sentito, evidentemente, da molti: «Ci sono stati italiani che ci hanno raggiunto dall’estero per poter frequentare le lezioni e aprire una gelateria a Singapore o a San Paolo. Per noi una soddisfazione, per loro una gran voglia di mettersi in gioco». Benedetta Magistrali
s.bartolini
© riproduzione riservata











