Storie di musica e vita a Varese Francesco Renga canta e incanta

Storie di musica e vita a Varese Francesco Renga canta e incanta

VARESE Quella di buttarsi sul repertorio della musica del passato potrebbe sembrare una scelta semplice di questi tempi oziosi, in cui il rassicurante dejà vu rischia di vincere a mani basse sul più curioso desiderio di scoprire qualcosa di nuovo. Eppure per Francesco Renga – ieri sera al Teatro di Varese accompagnato dall’Ensemble Symphony Orchestra – interpretare pezzi intramontabili quali “L’immensità” di Don Backy – con cui apre il concerto – “Se perdo te” di Patty Pravo, “Dio come ti amo” di Domenico Modugno o “L’ultima occasione” di Mina, non vuol dire lanciarsi in chissà quale tipo di celebrazione musicale di anni che non ha nemmeno vissuto, ma gli ha raccontato la storia, come ha fatto

con quelli della sua generazione. Piuttosto significa rileggere alcuni pezzi degli anni Sessanta in chiave moderna. E in modo schiettamente personale. Tra contrasti di anime, quella ruvida e quella pop (efficace persino l’abbigliamento: giacca in pelle nera in opposizione all’elegante orchestra alle sue spalle). Che non stridono, ma si fondono insieme. In un concerto per pochi intimi: palati sopraffini. Nell’ottica di un’interpretazione creativa, Renga rispolvera il passato ridandogli una freschezza nuova. Al punto di provare, col benestare dei malinconici del rock, quanto questa dimensione sia a lui congeniale. A conferma di cosa significhi realmente fare cover: riscrivere una canzone e renderla qualcos’altro da sé. Con lo strumento che è il suo dono più grande: la voce.

s.bartolini

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