L’orto in città fa impazzire i varesini Coltivatori per forza e per passione

L’orto in città fa impazzire i varesini
Coltivatori per forza e per passione

C’è Ilaria, disoccupata da gennaio, che si è messa a fare l’orto per risparmiare al supermercato. C’è Antonio, che il giardinaggio è la sua passione.

C’è una mamma che arriva con la carrozzina: un po’ strappa le erbacce, un po’ allatta il bambino. Ci sono i pensionati, che chiacchierano tra loro tutto il giorno, ridendo a crepapelle e che dicono: «Da lunedì arrivano i nipoti e la pacchia è finita».

Ci sono i bio-coltivatori, fan del chilometro zero, che ammirano le loro zucchine come capolavori. Quelli che l’orto del vicino è sempre più bello. E quelli che si lamentano perché il pomodoro maturo, frutto di amorevoli cure, è misteriosamente sparito. Questo è il “popolo degli orti urbani” di via Santa Maria Maddalena.

Grazie al loro pollice verde, quest’anno a Varese è stato raggiunto il record di 1,1 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti alla coltivazione per uso domestico. Il Comune ha avuto senz’altro una buona idea affidando i terreni incolti ai “contadini urbani”, ma forse non poteva immaginare che intorno a quegli orti sarebbero nate delle vere e proprie organizzazioni di cittadini che adesso chiedono all’amministrazione un sostegno per trovarsi e gestire meglio il lavoro “nelle piantagioni”.

Alcuni varesini, infatti, hanno scelto di avere un orto per risparmiare, scoprendo solo dopo che i costi per comprare i semi, gli attrezzi da lavoro, e la benzina per raggiungere l’orto finivano per superare la cifra risparmiata al supermercato.

Per salvare soldi e tempo, alcuni coltivatori urbani hanno quindi già iniziato a riunirsi tra di loro. Alcuni hanno già fatto una colletta per acquistare una carriola. Altri vorrebbero dividersi i compiti per diradare la loro presenza negli orti.

«Chiediamo al Comune di organizzare una riunione nella quale incontraci e conoscerci tutti, in modo da poter ottimizzare il nostro lavoro – spiega – Inoltre, chiediamo che vengano realizzate al più presto le casette per gli attrezzi che ci sono state promesse».

Alcuni orti, inoltre, sono in ombra al pomeriggio, cosa che va a svantaggiare una parte dei coltivatori.

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