Roma, 29 giu. (Apcom) – Dopo la fuga di notizie che ha
caratterizzato le due prime prove scritte, con le tracce del Miur
e le relative soluzioni apparse quasi in tempo reale sui portali
studenteschi on line, stamattina i circa 470.000 candidati
alla maturità sono chiamati ad un’altra importante verifica. Che
per molti è anche la più temuta: si tratta della `batteria’ di
domande multidisciplinari dai contenuti variabili e riguardanti
meterie affrontate durante il quinto anno, ma sinora non trattate
durante gli scritti precedenti.
Il cosiddetto `quizzone’, che a Roma si svolgerà domani, martedì perché
domani nella capitale si celebra oggi la festa dei santi patroni,
Pietro e Paolo, è stato predisposto nei giorni scorsi da ognuna
delle 13.000 commissioni d’esame (composta dal presidente
esterno, tre commissari interni ed altrettanti provenienti da
altri istituti) suddivise per tutto il territorio: ogni compito è
stato preparato sulla base delle indicazioni contenute nel
‘Documento di classe’ realizzato per legge entro il 15 maggio dai
professori del quinto anno.
Adottata ormai da undici anni consecutivi (fu introdotta nel 1999
dopo l’introduzione di un decreto ministeriale ad hoc, datato
luglio 1998), la terza prova può contenere diverse tipologie di
domande. L’unico vincolo è che non possono riguardare più di
cinque discipline.
E’ ampio il ventaglio di quesiti che comporranno il `quizzone’:
si va dalla trattazione sintetica di argomenti (non più di
cinque), ai quesiti a risposta singola (da dieci a quindici),
fino a quelli (forse più comuni) a risposta multipla (da trenta a
quaranta).
I commissari possono però anche proporre problemi scientifici a
soluzione rapida, tali cioè da non richiedere calcoli complessi
(al massimo due), casi pratici e professionali (anche questi non
oltre due) oppure lo sviluppo di un vero e proprio progetto.
Ogni commissione ha comunque l’obbligo di dedicare “un breve
spazio – spiega la normativa – destinato all’accertamento della
conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel
piano di studi dell’ultimo anno”: si tratta di un’esposizione
sintetica in lingua o, in alternativa, una risposta breve su uno
degli argomenti o uno dei quesiti, a scelta del candidato, sempre
fra quelli proposti dalla commissione nell’ambito delle varie
tipologie.
Per la composizione della terza prova
scritta, negli ultimi anni la metà delle commissioni d’esame ha
preferito di gran lunga far svolgere quesiti a risposta libera:
circa il 20% ha optato per le domande a tipologia mista. I
quesiti a scelta multipla, i cosiddetti test sono stati scelti
dal 15%; quasi la stessa preferenza che presidenti e commissari
hanno dato alla trattazione sintetica di argomenti.
Già da oggi pomeriggio i docenti si metteranno all’opera per la
consueta verifica delle operazioni di correzione degli scritti:
ogni commissione ha però già comunicato la successione degli
esami orali, che vedranno comunque protagonisti non più di cinque
candidati per ogni classe al giorno. Prima di 48 ore di pausa,
comunque, i colloqui individuali non potranno prendere il via.
Per quanto riguarda la valutazione delle prove commissari e
candidati dovranno tenere conto che rispetto al 2008 sono è stata
apportata una novità: all’orale (che riguarda tutte le materie
del quinto anno) la commissione infatti potrà assegnare non più
35 punti, ma solo 30. I 5 sottratti all’esito del colloquio sono
stati inseriti nel `budget’ massimo del curriculum di
presentazione. Che da quest’anno passa infatti da 20 a 25 punti
massimi.
Il curriculum è una sorta di bonus accumulato sulla base delle
valutazioni finali degli ultimi tre anni di scuola superiore; ma
anche attraverso la frequentazione di corsi o esperienze
formative e culturali maturate fuori dell’ambiente scolastico.
Tutto immutato, invece, per l’assegnazione del punteggio alle
prove scritte: complessivamente potranno essere dati 45 punti,
ripartiti in ugual misura tra le tre prove: quindi per ognuna da
0 a 15 punti a scritto. Ed un un esame scritto considerato
sufficiente corrisponde in genere a 10 punti.
Secondo gli esperti di maturità la variazione sulle valutazioni
delle prove finali introdotta dal Miur renderà più difficile per
gli studenti aggiudicarsi i fatidici 100 punti: impresa che
l’anno scorso riuscì a solo 30.000 ragazzi (di cui quasi 4.000
anche con la lode) su quasi mezzo milione di candidati.
Quest’anno, visto il ritardo con cui sono partiti gli esami, il
25 giugno, per sapere com’è andata bisognerà attendere la fine di
luglio.
alg
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