Un falò da record per la Motta I Monelli sfidano la Slovenia

Un falò da record per la Motta I Monelli sfidano la Slovenia

VARESE I Monelli della Motta sono stati feriti nell’orgoglio, e non possono certo lasciar cadere la sfida: un gruppo di sloveni, nelle campagne intorno alla città di Botanj, ha fatto registrare il Guinness dei primati con il falò più grande del mondo. Un’onta da lavare con un falò degno della tradizione dei maestri fuochisti varesini.«Ce ne siamo accorti per caso, vedendo un filmato su Youtube – racconta il portavoce dei Monelli, Gianandrea Redaelli – un falò enorme, una piramide di quasi 44 metri d’altezza e un volume di 1.715,7

metri cubi». Ma il falò sloveno ha un difetto, spiegano i Monelli: «É cavo». Dal filmato su Youtube è visibile tutta la costruzione della gigantesca pira: dei pali di legno incrociati fra loro formano una specie di altissima capanna, non una vera e propria catasta di legna. Una tecnica diversa da quella tradizionale dei Monelli, che ogni anno per la festa di Sant’Antonio raccolgono materiale in tutta la città per una catasta piena, senza trucchi, «e costruita con le nostre mani, non con una gru». Insomma, gli Sloveni avrebbero barato.

«Abbiamo chiamato l’ente che in Italia si occupa della certificazione del Guinness dei Primati, per protestare: quello non è un vero falò, è una messa in scena. Ci hanno risposto che l’unica cosa che possiamo fare è sfidare gli sloveni». E i Monelli non se lo sono fatti ripetere due volte. Sono decisi non solo a battere il record, ma soprattutto a dimostrare agli sloveni cosa vuol dire fare un vero fuoco, e chi sono i re dei falò di Varese.
Non riusciranno a organizzare il tutto per il 16 gennaio, dove anche per il 2012 ci sarà comunque il tradizionale falò. Ma il chiodo del record è fisso nei pensieri dei Monelli, che si stanno guardando intorno, prima di tutto, per trovare la location adatta.

«In piazza della Motta ci starebbe – spiega Redaelli – ma una catasta così grande sprigionerebbe un calore così intenso da mettere a rischio gli edifici intorno». Stanno quindi valutando altri posti, sempre in città: il prato tra via Peschiera e via Molinazzo, di fianco al centro commerciale Belforte, sarebbe un ottimo spazio, perché molto grande e isolato. Ma non ha la rete idrica, fondamentale per il

sistema antincendio. «Un’alternativa presa in considerazione è stato il piazzale del parcheggio alla Schiranna – racconta Redaelli – ma Andrea Bonizzi, il nostro monello ingegnere, ha calcolato che il calore potrebbe innescare l’autocombustione degli alberi attorno al piazzale. In mezzo al lago sarebbe perfetto, ma la realizzazione è complicatissima». I Monelli stanno pensando anche di legarsi ad “Abbracciamo il lago”, tentando due record in un colpo solo.

Chiara Frangi

j.bianchi

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