È ripartita la corsa per richiedere la carta sconto della benzina, tornata a tutto un tratto conveniente rispetto alla Svizzera.
Il Comune di Varese, che era tempo che non registrava picchi di utenti, da martedì ha ieri, tra codici pin ed estensioni dell’agevolazione, ha attivato una trentina di carte regionali dei servizi. Gli afflussi agli sportelli sono stati riscontrati in tutti gli sportelli dei comuni delle province di Como, Varese e Sondrio, più i comuni di Milano e un unico comune di Brescia che rimane nel raggio di 20 chilometri dal confine con la Svizzera.
Parallelamente, sono diminuiti vistosamente i cosiddetti “pendolari del pieno” che si recavano puntualmente in Ticino a fare rifornimento.
«Siamo soddisfatti, questo sconto è un nostro traguardo – ha detto ieri , direttore di Confesercenti Varese – Adesso con la stessa forza ci daremo da fare per estendere l’agevolazione anche sul gasolio».
La vittoria – ovvero lo sconto che equipara il prezzo della benzina italiana a quella Svizzera – è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Tanto che, come dicono gli operatori del settore, «non si capisce come mai non sia stata fatta prima».
Gli Svizzeri, nel frattempo, si sentono beffati. Ma secondo Lucchina non è questa la chiave di lettura corretta per interpretare lo sconto: «Non è una manovra che nasce per avvantaggiare il cliente, ma per consentire ai benzinai presenti nella fascia di confine di lavorare a parità di condizione degli altri».
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