L’Iva aumenta ancora, categorie in rivolta contro il Governo: «Ennesima mazzata, per fare cassa uccidono le imprese». I commercianti sulle barricate: «Reagiremo duramente».
Sembra ormai non esserci più alcuna speranza: dal primo ottobre scatterà l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, visto che il governo non trova il miliardo di euro necessario a scongiurare una misura già più volte messa “sotto il tappeto” in attesa di tempi migliori.
«Un punto di Iva sono venti punti di perdita di competitività» fa notare , presidente della Camera di Commercio di Varese, all’indomani del tavolo per la competitività di lunedì a Malpensafiere, un incontro che sembra quasi paradossale di fronte ad una nuova mazzata fiscale a carico.
«Le associazioni di categoria hanno spiegato ai rappresentanti politici qual è la situazione. Ora c’è bisogno che la politica faccia due conti e si metta a ragionare, invece di prendere provvedimenti tappabuchi o volti solo a fare cassa».
«Ormai siamo al “redde rationem”: con misure di questo tipo si uccide il sistema economico. La politica non si rende conto che il problema delle nostre imprese non è che sono ferme, ma non sono competitive». Oltretutto è evidente, secondo il presidente di piazza Monte Grappa, come «l’aumento dell’Iva sarà ininfluente, perché deprimerà i consumi e non genererà un aumento di gettito complessivo».
In provincia di Varese, le categorie produttive sono in allarme e sono pronte a mobilitarsi. «Non staremo zitti di fronte a questa scelta scellerata – promette il direttore di Confesercenti Varese – stiamo preparando una dura reazione se dovesse essere confermato questo provvedimento. In questo momento, è la scelta peggiore che potessero fare, perché l’Iva pesa più dell’Imu e deprime un’economia già in difficoltà».
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