Varese ha già un presepe. È il borgo del Sacro Monte. , assessore al Commercio, sta lavorando per trovare il modo di illuminarlo con un faro durante le festività natalizie in modo che tutti possano ammirarlo, anche da lontano.
L’idea è quella di inondare il borgo dal basso con un fascio di luce, ogni sera, per tutto il periodo delle festività natalizie.
La proposta è fascinosa. A vederlo da giù il Sacro Monte, con le sue case e il santuario, sembrerà una Natività sospesa nel cielo. Una sfera, quasi una snow globes, uno di quei cristalli che giri e vedi scendere la neve.
Tutti guardandolo si riconosceranno a loro volta negli attori di uno splendido presepe vivente e il Sacro Monte diventerà un punto di riferimento, una sorta di «stella cometa» su Varese.
Ma c’è un problema. Fari del genere sono stati vietati nel 2000, quando la legge regionale 17 ha disposto che non potevano essere accesi specialmente a meno di 15 chilometri di distanza dagli osservatori astronomici. La legge sull’inquinamento luminoso è stata voluta da in persona, proprio per poter «scandagliare» meglio il cielo. «Per risolvere questo problema abbiamo chiesto una deroga alla legge, cosa che si può fare per un periodo limitato nel tempo. Abbiamo anche proposto di accendere il faro in una fascia oraria limitata, tra le 16 e le 20, proprio per non disturbare le indagini notturne dell’osservatorio del Campo dei Fiori – spiega Sergio Ghiringhelli, che guarda anche oltre – La mia idea sarebbe quella di ripetere qualche cosa di analogo nel periodo di Expo. Perché nelle giornate terse il Sacro Monte illuminato si potrebbe vedere fin da Milano e sarebbe un bellissimo biglietto da visita per il nostro territorio».
Il faro verrebbe puntato dal tetto di un supermercato di Masnago che si sarebbe già reso disponibile. Per capire se il progetto sia o meno realizzabile manca il parere del Campo dei Fiori e dell’Arpa.
La storia di Varese è piena di precedenti. Anni fa il Passatore, poi diventato Baia del Sole, dovette spegnere il faro che girava sopra la discoteca proprio perché abbagliava i ricercatori che guardavano le stelle. Problemi analoghi li hanno i tendoni dei circhi. Il circo Orfei Bellucci, per esempio, dispone di un faro in grado di tagliare il cielo fino a dieci chilometri di altezza.
Un faro potentissimo, di tipo “a quattro”, che a Roma ha il divieto assoluto di essere acceso perché interferisce con i segnali dell’aeroporto di Fiumicino. Ma quel circo, a Varese, aveva acceso il faro e nessuno gli aveva detto niente.
Il centro astronomico aveva, nel senso letterale del termine, chiuso un occhio per il periodo della permanenza del circo alla Schiranna.
Chissà se i ricercatori saranno disposti a usare la stessa clemenza anche per il progetto del comune di Varese?
Nel frattempo le pratiche sono andate avanti e si attende un parere dell’Arpa a breve.
Più in basso, procede la realizzazione di un presepe domotico – che si muove da solo – negli spazi della galleria Manzoni. Un’idea pensata insieme ai commercianti per rendere attrattiva quella parte di città che rimane un po’ isolata pur essendo in pieno centro.
Per la fine del mese verranno accese anche le luminarie nei Giardini Estensi.













