Caro-vita in discesa, a Varese si spende meno. Benzina, telefonia, calzature, assicurazioni e gas fanno risparmiare attorno al 10% rispetto alle spese di un anno fa. E rispetto a settembre l’aumento Iva è stato neutralizzato: «L’abbiamo assorbito noi commercianti, mentre i nostri margini sono ormai nulli» ammette il fiduciario Ascom.
L’Istat ha pubblicato ieri gli indici provvisori dei prezzi al consumo per il mese di ottobre. Nella città di Varese il paniere fa registrare una riduzione sia a livello tendenziale (-0,2% nel raffronto con ottobre 2012) che congiunturale (-1,5% rispetto al mese di settembre del 2013).
I beni i cui prezzi calano di più sono quelli energetici, mentre quelli alimentari sono stabili, e quelli a media frequenza d’acquisto (-3,1% nell’ultimo mese, contro il -0,6% di quelli ad alta frequenza). La riduzione dei prezzi ad ottobre, rispetto a settembre, mostra come l’aumento dell’Iva sia stato ininfluente sull’inflazione.
«Non è una buona notizia – ammette il fiduciario Ascom per la città di Varese – il calo dei prezzi conferma la situazione di recessione che stiamo attraversando. È più che mai difficile far quadrare i conti, così il commercio vive sulle promozioni, riducendo sempre più i margini mentre i costi aumentano, con le nuove tasse introdotte e con gli studi di settore che non cambiano i parametri. Ormai è dimostrabile che per la maggior parte degli esercenti i margini tendono allo zero».
Spulciando tra le tipologie di prodotti, si scopre che la benzina costa il 12,2% in meno di un anno fa e il 10,3% in meno rispetto a settembre, merito della dinamica nazionale (-4,4 su base annua e -1,5 mensile, in linea con le riduzioni che a Varese fa registrare il gasolio auto) ma soprattutto dell’incremento dello sconto benzina. In picchiata anche i prezzi degli alberghi: -25% su settembre e -3,7 su ottobre 2012.
Nell’ultimo mese, il varesino medio ha risparmiato quasi su tutto: ha potuto comunicare di più (telefonini -5,3% e servizi di telefonia mobile -8,1), mangiare più frutta (-2,4) e verdura (-4,9), scaldarsi (metano -3,8) e volare all’estero (-4,9). Solo pollame (+2,2) e servizi ospedalieri (+1,7) registrano aumenti degni di nota.
Facendo poi il raffronto con il mese di ottobre dell’anno scorso, il sollievo sulle tasche si fa ancora più sensibile in alcuni servizi: sempre i telefonini (-10,4) e i servizi di telefonia mobile (-16,3), il gas (-7,3), la frutta e la verdura (-7,0 e -11,8), i mobili per soggiorno e sala da pranzo (-6,5), le calzature per uomo (-12,8) e donna (-3,7), le assicurazioni per i mezzi di trasporto (-8,6), ma anche gli indumenti (riduzioni tra l’1,4 e l’1,8%). In un anno aumenti sensibili invece per spese meno comprimibili come pasta (+5,2), latte (+6,3), spese condominiali (+4,2), ma soprattutto le tasse, come pedaggi e parchimetri (+4,9) e rifiuti (+5,4).n
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