VARESE – Nessuno, nelle ore mogie dell’esonero di Carbone, avrebbe pronosticato il Varese al sesto posto con 31 punti alla fine del girone d’andata. Se è successo, vuol dire due cose, strettamente collegate tra loro.
La prima: aveva ragione Benny quando diceva, contro la logica e la classifica, «questa è una squadra forte». La seconda: purtroppo per lui, non era l’uomo ideale per dimostrarlo. Ci voleva un altro allenatore, Rolando Maran: ha dato al Varese le certezze – prima psicologiche, poi tattiche, infine tecniche – che gli mancavano. Ne ha fatto una squadra forte anche sul campo, non solo sulla carta. Morale: questo Varese è di Maran almeno quanto quelli degli anni scorsi erano di Sannino: cioè tanto. Si vede l’impronta dei mister, e non è solo questione di 4-4-2.
Certo, tra le altre cose Rolando ingegnoso azzecca tutti i cambi: ma lo fa anche Rosati, che in nemmeno quattro anni di gestione ha licenziato due tecnici in cui credeva (Carmignani e Carbone) dando le chiavi a grandissimi sostituti (per l’appunto Sannino e Maran). Zamparini potrebbe pericolosamente invidiarlo.
E allora, cara dirigenza, stai a sentire. Mentre l’ambiente biancorosso si gode più che mai il sacco di Marassi, figlio di una scalata che somiglia a quella del primo Sannino (da ultimo a primo in una dozzina di partite, inverno 2008/09), e distilla un’euforia coltivata nella sofferenza; mentre il mercato è un tintinnar di metalli più o meno preziosi (occhio alle bufale); mentre tutto questo accade, cara dirigenza, fai la cosa giusta: blinda il vero artefice della riscossa, blinda Maran.
Ha un contratto fino a giugno, modesto nel quibus quanto nella durata: è un uomo tutto d’un pezzo che ha accettato liberamente – quanto ci piace chi ha il gusto della sfida giocata sulla propria pelle – uno stipendio men che normale in cambio di una chance speciale.
È ora di dirgli: Rolando, sei la persona giusta al posto giusto, tracciamo una lunga strada insieme. Allungategli il contratto, rimpinguategli il compenso, aprite con lui un ciclo. Lasciategli magari una scappatoia in caso di chiamata dalla A: Rolando l’ha già rifiutata una volta, perché aveva dato la parola al Bari. Ma fatelo, prima che altre sirene ben più ricche e ambiziose gli bussino alla porta, stregate dalla rimonta biancorossa. Sarebbe una gran mossa di mercato, la migliore possibile per continuare a sognare.
Stefano Affolti
a.confalonieri
© riproduzione riservata












