I soldi della Lega in Tanzania Varese delusa si sfoga sul web

I soldi della Lega in Tanzania Varese delusa si sfoga sul web

VARESE Bufera sulla Lega Nord per gli investmenti economici in Paesi esteri. Una scelta, quella dei vertici del Carroccio, che fa storcere il naso ai militanti di Varese. Che sfogandosi accusano: «Altro che la casa di Montecarlo». Un brutto paragone. Dal momento che Bossi, nei comizi, ha tra le altre cose sempre rispolverato la faccenda della casa di Montecarlo per attaccare il presidente della Camera.

La questione riguarda la gestione delle risorse economiche del partito, ovvero dei soldi che il Carroccio avrebbe ricevuto come rimbosi elettorali previsti dalla legge italiana.

Una di quelle forme di finanziamento ai partiti considerate “ingiuste” dal Carroccio di una volta. Ma che evidentemente il partito di oggi non disprezza.

Tanto più che ha portato parte di questi soldi fuori dall’Italia.

E infatti, secondo quanto ricostruisce un lungo reportage del Secolo XIX, il giornale di Genova, la Lega Nord Liguria avrebbe investito all’estero. Si parla di circa 10 milioni di euro, che il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, il tesoriere del partito, vicino al cerchio magico e uomo di fiducia di Bossi, avrebbe investito in diversi Paesi esteri, dalla Norvegia alla Tanzania, passando per Cipro.

Ieri sera, a Milano si è svolto un consiglio federale sull’argomento, perché in tutti i quattro angoli della Padania sono scoppiate le polemiche. E sembra che lo stesso ex ministro dell’Interno Roberto Maroni abbia dichiarato di essere rimasto all’oscuro della vicenda. Non poteva essere altrimenti, dal momento che il Bobo viene ormai visto dal cerchio magico, di cui Belsito è uno degli esponenti di punta, come un “nemico pericoloso” per la dirigenza del partito e per la famiglia Bossi.

Intanto a Varese, culla del Carroccio, i militanti esplodono di rabbia. La furia monta su Facebook. Sul profilo dell’ex segretario provinciale Stefano Candiani, maroniano doc, è stato linkato l’articolo che riportava la vicenda. Diventando uno sfogatoio dei militanti varesini.

Scrive Marco: «Incredibile. La cassa del partito usata così. Mentre i militanti (e gli italiani/padani) hanno dovuto risarcire le casse della Banca della Padania. Cosa dobbiamo ancora scoprire?».

Silvia la butta sul ridere: «Ma ai militanti fanno anche gli sconti per i viaggi in Tanzania?».

Francesco: «La logica di diversificare e di investire sui paesi emergenti può anche essere buona. Da un punto di vista finanziario, però…»

E dice ancora Marco: «Il punto non è valutare la bontà dell’investimento (attenzione: sono più o meno gli stessi che hanno fatto affondare la Banca della Padania); il punto è che la cassa di un partito (e sono parecchi soldi) non si tiene così! Altro che casa a Montecarlo». Da sottolineare che Candiani ha cercato di smorzare i toni: «Per favore, non confondete il Capo (ovvero Bossi, ndr) con queste gestioni da monopoli».

E tiene un profilo basso anche il sindaco di Varese Attilio Fontana, che abbiamo interpellato per un commento: «Non posso dire niente, la gestione del partito riguarda i vertici. Se Bossi ha deciso così, è la scelta giusta».

s.bartolini

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